TENNIS: settimana opaca per gli azzurri
La stagione sulla terra è entrata nel vivo, è stata la settimana
dell’affascinante e storico Torneo di Montecarlo, che si gioca sui panoramici campi, a
picco sul mare, dell’esclusivo “Country Club” del Principato di Monaco. Il
primo masters 1000 su terra rossa, il secondo stagionale dopo Miami che si è
disputato, appunto, sul cemento. La manifestazione, come sempre dall’organizzazione
impeccabile, è stata spettacolare, grandi incontri giocati e non sono mancate le
sorprese, a cominciare dall’eliminazione di Djokovic al terzo turno per mano
dell’ outsider inglese Evans,che si ricorderà, venne eliminato a Cagliari, nel secondo
turno, dal nostro Musetti e che, qui, invece, si spingerà fino alle semifinali.
Come il norvegese Ruud, altro semifinalista a sorpresa, unita alla nuova
sconfitta in semifinale di Nadal, apparso sotto tono. Vi era, poi, stato il forfait
all’ultimo del n. 2 del ranking Medvedev, risultato positivo al covid e costretto,
quindi, al ritiro. Avevano già annunciato la loro assenza anche Federer e
Thiem, di contro rientrava (aveva giocato il doppio con il fratello al torneo di
Cagliari, proprio come una sorta di preparazione), dopo circa tre mesi
dall’infortunio di Berrettini. Ha vinto il greco Tsitsipas, battendo in finale il russo
Rublev, altro tennista dalla grossa tecnica e dai colpi molto potenti, dominandolo in
due set: 6-3 6-3 lo score finale. Tsitsipas, fresco vincitore, forse anche a
sorpresa, delle ATP finals lo scorso anno, è un giocatore dalla grande tecnica e
dal gioco sopraffino, è sicuramente un predestinato a scalare le classifiche ed
arrivare ai vertici. Il greco ha disputato un torneo impeccabile, si è sbarazzato
con relativa facilità di tutti gli avversari, partito dal secondo turno, in
quanto testa di serie n. 4, ha sconfitto 6-3 6-4 il potente russo Karatsev, che era
stato il giustiziere di Musetti al primo turno. Negli ottavi Tsitsipas ha
battuto facilmente il cileno Garin, osso molto duro specie sulla terra e nei quarti
si è aggiudicato il primo set 7-5 nei confronti dello spagnolo Davidovich Fokina,
altra lieta sorpresa del torneo e che aveva superato al secondo turno
Berrettini, salvo poi essere costretto ad abbandono per infortunio. Senza storia, 6-2
6-1, la semifinale per Tsitsipas contro l’inglese Evans e, come detto, la
finale su Rublev. Per quanto riguarda gli italiani, la manifestazione è stata
caratterizzata da molte ombre e poche luci, considerato che erano ben nove gli azzurri
iscritti al tabellone principale, perchè ai quattro presenti di diritto si erano
aggiunti Musetti, che ha usufruito di una wild card e Cecchinato, Travaglia,
Fabbiano e Caruso che avevano superato brillantemente le qualificazioni. Come detto
non è stato un grande torneo per i nostri tennisti, vuoi qualche brutta
prestazione, vuoi la sfortuna, se così possiamo dire, di un sorteggio ostico, gli unici
risultati di rilievo li ha riportati il solo Fognini, che è giunto fino ai quarti,
per il resto tutti eliminati tra il primo e il secondo turno. Il tennista
sanremese si presentava a Montecarlo come campione in carica e fino ai quarti ha
dimostrato di valere il titolo conseguito due anni fa (lo scorso anno il torneo non
si è svolto causa pandemia). Ha battuto nettamente, in due set, tutti gli
avversari che ha trovato di fronte, prima il serbo Kecmanovic, poi l’australiano
Thompson, infine l’altro serbo Krajinovic, ma ai quarti si è fatto sorprendere dal
norvegese Ruud, giocatore che, seppure ostico (nel turno precedente aveva superato,
annullando tre match points, lo spagnolo Carreno Busta, fresco vincitore del
torneo di Marbella la settimana prima), era ampiamente alla sua portata. C’era
tanta attesa per Sinner, dopo i fasti di Miami, cioè vedere come avrebbe risposto e
si sarebbe adattato sulla terra, col suo tennis tecnico e potente. L’alto atesino, in effetti, non avuto alcun problema, all’esordio, nel superare lo spagnolo Ramos-Vinolas, ma il sorteggio, nel secondo turno, lo ha messo di fronte a Djokovic e lì il cammino di Sinner si è arrestato. Vuoi una gara giocata non all’altezza del suo livello, vuoi la caratura dell’avversario, l’alto atesino ha, quindi, dovuto lasciare Montecarlo in maniera prematura. C’era attesa pure per l’altra promessa del tennis azzurro, ossia Sonego, fresco, tra l’altro, della vittoria nell’ATP 250 di Cagliari la settimana prima.
Il torinese ha disputato una grande partita nel primo turno, sconfiggendo nettamente, in due set, il forte ungherese Fucsovics, ma nel turno successivo si è visto sbarrare la strada dal tedesco Zverev, n. 6 del mondo, che ha giocato un match impeccabile e per Sonego non c’è stato nulla da fare. Sempre al secondo turno l’Italia ha perso il suo pezzo più prestigioso: Matteo Berrettini, infatti, è uscito al debutto, con tanta delusione
e rammarico, battuto 7-5, 6-3 dal giovane spagnolo Davidovich Fokina. Evidentemente la mancanza di ritmo del n°10 del mondo, che era assente dai campi dagli Australian
Open e che rientrava dopo l’infortunio agli addominali di Melbourne, ha pesato oltre il dovuto. Berrettini, che partiva direttamente al 2° turno grazie al bye in quanto testa di serie n. 8, può ora concentrarsi sui prossimi appuntamenti, che vedranno il clou agli Internazionali d’Italia in programma tra un mese. Due gare anche per Cecchinato che, per come aveva giocato e vinto il primo turno, in due set contro il tedesco Koepfer, sembrava essersi scrollato di dosso tutte le problematiche avute da due anni a questa parte, ma nel turno successivo, contro il belga Goffin, già in passato top ten, ha palesato nuovamente tutte le incertezze che lo hanno caratterizzato ultimamente, finendo per farsi travolgere con un pesante 6-4 6-0. Al secondo turno è caduto pure Caruso, ma possiamo, comunque considerare questo risultato per lui positivo, anche se nel turno d’esordio ha patito le pene dell’inferno per superare, soltanto al terzo set, il
tennnista di casa Catarina n. 380 del ranking. Nulla poi ha potuto successivamente
quando ha incrociato la strada del russo Rublev che si è sbarazzato di lui, con un
secco 6-3 6-2. C’era curiosità anche per Musetti, altra grande promessa
azzurra, esordiva contro il russo Karatsev, dai colpi molto potenti ed in netta ascesa.
Per il carrarese non c’è stato nulla da fare, ha patito per tutto il match le bordate del
l’avversario e soprattutto l’incapacità di entrare nel campo per contrastare i colpi del russo che lo ha costretto a giocare sempre ben oltre la linea di fondo e in continui recuperi affannosi. Crediamo che Musetti debba migliorare soprattutto sotto questo aspetto, manca ancora di aggressività, oltre che nel rovescio che, seppure ben eseguito (uno dei pochi che ancora lo gioca ad una mano), spesso risulta poco potente e impreciso. Niente da fare al 1° turno anche per Thomas Fabbiano, n.171 del
ranking, che, comunque, è uscito a testa alta, cedendo soltanto al terzo set, 6-3 3-6
6-3, in un’ora e 55 minuti, al polacco Hubert Hurkacz, n.16 ATP e 13esima testa
di serie, vincitore l’altra settimana a Miami del suo primo Masters 1000,
battendo, si ricorderà, proprio Sinner in finale. Eliminato all’esordio anche
Stefano Travaglia, sconfitto 7-5, 7-6 dallo spagnolo Pablo Carreno Busta, n.12 ATP e
12esima testa di serie. Anche per quanto riguarda le classifiche non sono mancate le
novità: restano invariate le prime cinque posizioni, sempre primo Djokovic,
seguito da Medvedev, terzo Nadal, quarto Thiem, quinto Tsitsipas. La finale di
Montecarlo fa guadagnare un posto a Rublev che ora è settimo, superando Federer. Al
n.9 e al n. 10 restano fermi rispettivamente Schwartzman e Berrettini. Sorprese
anche per quanto riguarda gli italiani, il n. 2 ora è Sinner che guadagna ben
tre posizioni e si attesta al 19° posto. La sconfitta ai quarti, costa cara a
Fognini, che perde ben 9 posti ed ora è n. 27 del ranking. Scende di quattro gradini
anche Sonego, che nella scorsa edizione era arrivato fino ai quarti, per cui con
i punti persi, ora è 32°. Ne guadagna 4 Travaglia, il marchigiano è n. 63, ben
otto Caruso che si arrampica alla posizione 81. Score negativo pure per Musetti,
l’eliminazione al primo turno gli costa la perdita di tre posti, ora è n. 87
nella graduatoria. Meno due anche per Cecchinato, attualmente n. 94, stabile al 96°
posto Seppi che non ha giocato, ultimo degli italiani in top cento Mager 98°
del ranking.
Roberto Errante; AtletaMagazine.it
