ROSSI, ROSSI, ROSSI… e il Brasile più forte della Storia si piega agli Azzurri
5 Luglio 1982, ore 17 circa, va di scena l’ennesimo scontro tra Davide contro Golia, soltanto che questo scontro non verrà narrato dalla Bibbia, ma da Nando Martellini da 12 anni commentatore della Nazionale italiana per la Rai. Teatro dello scontro non è una guerra ma una partita della Coppa del Mondo di calcio che vale l’accesso alle semifinali e la sicurezza di essere tra le prime quattro del mondo.
Il ruolo di Golia lo interpreta il Brasile, che viene da quattro vittorie consecutive, con un gioco spumeggiante ed è a un passo della semifinale contro la Polonia (basta un pareggio), ed è forse il Brasile più forte della storia, con centrocampisti universali e talentuosi quali ZICO, FALCAO, SOCRATES, JUNIOR, CEREZO, EDER… ma ha tre punti deboli un portiere incapace, VAL DI PEREZ, che sembra un incrocio tra MATTOLINI, portiere di Napoli e Catanzaro e il Signor Oleson del telefilm “La Casa nella Prateria”, un centravanti, SERGINHO, che non segna nemmeno se la porta fosse di trenta metri, ma che gioca perché è il pupillo dell’allenatore TELE SANTANA, in pratica una emittente televisiva prestata al calcio, che ne capisce di calcio come Briatore ne capisce di economia domestica.
L’Italia interpreta Davide ed è reduce da tre pareggi consecutivi (Polonia, Perù e Camerum) e una vittoria contro i campioni uscenti dell’Argentina e sono in silenzio stampa, poiché qualche giornalista si era inventata lo scoop secondo il quale Cabrini e Rossi, compagni di stanza, avessero una storia d’amore, l’unico a poter parlare era Zoff, che emetteva un suono ogni tre minuti, e ciò aumentava la rabbia dei giornalisti che avevano già pronto l’articolo sulla debacle italiana, magari con una goleada e invece…
Invece quel giorno, per chi ha avuto la fortuna di viverlo, anche attraverso un teleschermo con la voce di Nando Martellini a raccontare, quasi incredulo, quello che stava accadendo, porterà nel cuore l’emozione di aver assistito ad uno spettacolo unico e irripetibili i cui fotogrammi saranno sempre vividi.
Dopo cinque minuti di gioco BRUNO CONTI, il giocatore più forte del Mondiale, sventaglia un lancio d’esterno di 70 metri sul piede di Cabrini, il bell’Antonio la mette in mezzo e, mentre la difesa del Brasile è in pausa caffè, sbuca la testolina di PABLITO ROSSI e insacca, siamo in vantaggio e Martellini ci ricorda che mancano 85 minuti.
Ma quel Brasile è davvero forte e 7 minuti dopo il dottor Socrates buca sulla destra la difesa italiana e infila Zoff sul primo piano, il risultato di parità favorisce i Brasiliani che non si accontentano e continuano ad attaccare, ma il loro gioco difensivo è degno di essere insegnato nelle scuole calcio come esempio da non seguire e ancora Pablito Rossi si impossessa di una palla che gironzola indisturbata e batte ancora “capellone” Val di Perez. La prima frazione si chiuderà 2 a 1 per gli azzurri, con la difesa che tiene a bada il Brasile con mezzi illeciti e non, Gentile strappa la maglia a Zico e un ragazzino con i baffi di 18 anni ma ne dimostra 42, BERGOMI, sostituisce l’infortunato COLLOVATI e tiene a bada SERGINHO (anche se si tiene a bada da solo).
Nella ripresa la musica non cambia con i Verde-Oro a danzare sulla palla e a bombardare Zoff, EDER appena ha l’occasione tira in porta, ma si è dimenticato di far fare la convergenza ai piedi, fino a quando FALCAO, disturbato da fuori area pareggia, nessuno nota la deviazione impercettibile e involontaria di Bergomi.
Mancano appena 22 minuti e basterebbe che il Brasile tenesse palla e sarebbero in semifinale e invece no… vogliono stravincere. Ma si sa, chi va per suonarle rimane suonato e ancora Pablito devia in goal un tiro di TARDELLI sull’unica azione di calcio d’angolo della partita per gli azzurri.
Mimmo Bafurno, AtletaMagazine.it
