A parti invertite
Aveva giocato anche meglio, il Napoli, poco meno di un anno fa. Sempre alle 12:30, nell’ultima partita di Rudi Garcia. Ma aveva perso, 0-1, in maniera beffarda. Stavolta ha vinto, con lo stesso risultato. Al termine di una partita giocata male, perlomeno nel primo tempo. Senza Lobotka, indisponibile dopo oltre due anni, la cabina di regia è stata affidata a Billy Gilmour. Spinazzola ha invece sostituito a sinistra uno stanco Olivera.
Uno stadio storicamente ostico, il Castellani. Il Napoli vi ci ha vinto per la terza volta appena nella storia. Nonostante una prima frazione indecifrabile, forse la peggiore versione dell’era Conte. Di contro sono state ben quattro le parate di Caprile. Niente di trascendentale, sia chiaro. La più difficile di piede, a coprire il primo palo su tentativo di Pezzella. Un Napoli che di certo non è piaciuto al suo allenatore. Inevitabile la strigliata negli spogliatoi. Nella ripresa si è vista una squadra più ordinata e prepositiva. In premio è arrivato il calcio di rigore per fallo di Anjorin su Politano, dopo un ottimo recupero di Di Lorenzo che ha rimesso in gioco un pallone che sembrava ormai destinato sul fondo.
Da un paio di minuti in campo c’era Simeone al posto di un evanescente Lukaku. Trasformazione affidata pertanto a Kvaratskhelia, che ha segnato centralmente, come il belga contro il Como. Una volta in vantaggio, la capolista non ha corso più rischi. Napoli sicuramente non bello ma sempre primo in classifica da solo.
Domenico Fabbricatore
