Andamento lento
Il Napoli va. A ritmo ancora troppo lento, concedendo poco o nulla allo spettacolo. Ma va. Dritto per la propria strada, da solo in vetta alla classifica di serie A grazie alle quattro vittorie di fila, ottenute in un modo o nell’altro. Secondo 1-0 consecutivo in due sfide, con Empoli e Lecce, che potevano sembrare facili sulla carta ma che nascondevano in realtà tante insidie.
Soprattutto questa al cospetto della formazione di Gotti reduce da una pesantissima sconfitta in casa, quindi poco propensa a lasciare spazi agli avversari. Una partita, quella contro il Lecce, storicamente rognosa a Fuorigrotta, con i salentini non a caso reduci da tre risultati utili consecutivi sul terreno di gioco flegreo. Fu molto difficile anche il match di 35 anni fa quasi esatti, quando “un ventenne”, come lo definì Italo Kuhne nel servizio per la Domenica Sportiva, senza nemmeno citarne il nome, realizzò la sua prima rete in massima serie.
Quel ventenne era Antonio Conte, autore del momentaneo pareggio contro un Napoli che inseguiva il suo secondo scudetto e che era, allora come oggi, primo in classifica in solitaria. Per la gara contro il suo passato, il tecnico leccese ha scelto un mini turn over, facendo esordire dal primo minuto sia Neres che Ngonge, lasciando quindi a riposo i titolari Kvaratskhelia e Politano. Rientro tra i pali per Meret, dopo l’infortunio muscolare. Non è stata una bella partita ma non sono mancati alcuni spunti interessanti. Gilmour, non particolarmente brillante a Empoli, ha disputato una prova convincente. Lukaku è stato impalpabile per oltre un’ora ma è cresciuto nel finale. Il migliore in campo, comunque, è stato nettamente il capitano Di Lorenzo. Autore del gol decisivo, dopo che al 27’ gli era stata annullata giustamente una prima rete per fuorigioco.
Qualche attimo di perplessità perché in effetti, al momento del tiro sbagliato di Olivera trasformatosi in assist, Gaspar si trovava sulla linea. Ma non il portiere Falcone. Meglio il Napoli nella ripresa, soprattutto con l’ingresso di Politano. Al 61’ l’arbitro Tremolada ha preferito glissare su un intervento più che sospetto di Banda proprio su Politano in area di rigore. L’azione è sembrata fallosa. Ma dopo le polemiche del Castellani, per un penalty ingiustamente massacrato dai media, dalla sala Var hanno lasciato correre. E’ stato comunque sempre l’ottimo laterale romano a battere il calcio d’angolo decisivo al 73’. McTominay è saltato più in alto di tutti, costringendo Falcone alla parata difettosa.
Da pochi centimetri, Di Lorenzo ha ribadito in rete per un gol di fondamentale importanza. Lukaku ha offerto al subentrato Raspadori l’assist per il raddoppio che l’emiliano ha fallito sparando alto. Nel finale è stato ancora il capitano a togliere le castagne sul fuoco, sventando una pericolosissima incursione in area dei giallorossi. E’ finita con una vittoria sporca e pesante, per un Napoli che ancora non convince del tutto ma che continua a vincere. Ora la capolista è attesa da una serie di partite veramente difficili che faranno capire se gli uomini di Conte hanno le carte in regola per continuare la corsa al vertice.
Domenico Fabbricatore
