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Brutto senz’anima

Una delle partite più brutte degli ultimi anni. Peggio di Eindhoven, al di là del risultato finale. Contro il Psv, infatti, perlomeno per una mezz’ora fu un Napoli accettabile, che creò qualche occasione, passando anche in vantaggio, prima di prendere l’imbarcata. Contro il Bologna non si è visto niente di quello che una squadra di calcio dovrebbe provare ad abbozzare.

Antonio Conte a Napoli ha vinto uno scudetto. Un successo imprevisto, inatteso. Per certi versi prematuro. Nessuno gli può negare il merito del quarto tricolore. La sua squadra non ha mai espresso un gioco brillante, nemmeno l’anno scorso. Però ha sempre sopperito con la grinta e la voglia di vincere. Qualità che sembrano inesorabilmente evaporate, in questo primo scorcio di stagione contraddistinto da cinque sconfitte in trasferta. Eppure non è nemmeno questo l’aspetto più preoccupante. È piuttosto l’abulia di una formazione lenta e prevedibile, che gioca spesso e volentieri all’indietro. Che non tira in porta. E inevitabilmente non segna.

Un solo gol nelle ultime quattro gare, quello di Anguissa a Lecce. In queste partite, le volte in cui i partenopei hanno calciato verso la porta avversaria di contano sulle dita di una mano. Il diciassettenne Massimo Pessina ha potuto godersi l’esordio in serie A senza doversi preoccupare di fare nemmeno una vera parata. Il Bologna ha vinto agevolmente, nonostante due infortuni patiti nella prima frazione. Quelli di Skorupski e Rowe. Imprevisti assorbiti senza problemi, al cospetto di un avversario spento, praticamente inoffensivo. Nel secondo tempo è venuto meno anche il reparto arretrato. Gravi le due reti subite a difesa schierata. Al 50’ Cambiaghi ha guadagnato il fondo, guardato solo a distanza da Di Lorenzo. Sul cross basso, Dallinga ha anticipato Rrahmani e ha beffato Milinkovic-Savic sul primo palo. Peggio il secondo gol, arrivato su cross dalla destra di Holm che ha trovato Lucumi in area, che ha svettato di testa indisturbato tra Buongiorno e Anguissa. I cambi di Conte, tardivi e alcuni inspiegabili. Lang e Neres sono entrati soltanto sul doppio svantaggio.

Poi il tecnico ha scelto di cambiare due difensori, Buongiorno e Gutierrez, per farne entrare altri due, Juan Jesus e Olivera. In tutto questo, è andata anche bene che Chiffi non abbia espulso Hojlund per fallo di reazione. Male tutti, a partire da Di Lorenzo e Politano, da tempo in debito di ossigeno. Fin troppo agevole, insomma, il 2-0 per la squadra di Italiano. A fine gara, Conte ha rilasciato dichiarazioni che sanno quasi di resa. Insomma, come due anni fa, anche quest’altra stagione con lo scudetto sul petto sta prendendo una brutta piega.

Domencio Fabbricatore