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Great Scott!

Great Scott!

È l’esclamazione originale del dottor Emmet Brown, della celebre trilogia cinematografica: “Great Scott”. Diventato nella versione italiana “Grande Giove”. Chissà poi se non sia accaduto qualcosa di simile a “Ritorno al futuro “, la scorsa estate. Chissà se qualcuno non sia venuto dal futuro ad illuminare i dirigenti partenopei: “lasciate perdere Brescianini, bisogna prendere Scott McTominay”.

Comunque sia, è divertente, a distanza di mesi, ripensare a quei giorni. Con sedicenti esperti di calciomercato a sbellicarsi per il mancato arrivo del centrocampista del Frosinone, soffiato dall’Atalanta nel momento delle visite mediche. Ignoravano, costoro, che era stato in realtà il Napoli a rinunciare all’affare, avendo già in pugno lo scozzese, giunto nella nostra serie A come Gulliver tra i lillipuziani. Sedicenti professionisti dell’informazione, recidivi in siparietti di dubbio gusto, tra risate e brindisi fuori luogo. Ma ci sarà tempo per stabilire chi riderà per ultimo. Al momento, a quattro giornate dalla fine, il Napoli è capolista solitaria del campionato, con il destino ben saldo nelle proprie mani.

Crisi e stanchezza dell’Inter, certo. Conta poco. Gli azzurri devono adesso guardare esclusivamente in casa propria per arrivare ad un risultato incredibile. Con un McTominay così, tutto è possibile. Lo scozzese da record ha già realizzato 11 reti in questo campionato, arrivando quasi ad insidiare il compagno Lukaku quale miglior realizzatore della compagine di Conte. È inoltre il calciatore più decisivo, avendo realizzato per la sesta volta in stagione la rete dell’1-0. Come all’andata, è stato lui a matare il Toro con una doppietta nel primo tempo.

Non sono arrivate però solo buone notizie per il tecnico salentino. Nell’immediata vigilia, un attacco febbrile ha costretto Raspadori alla panchina, quando sembrava destinato a essere titolare nel 4-4-2 inizialmente pensato da Conte. Buongiorno, recuperato in extremis, ha giocato titolare in difesa, salvo poi essere sostituito al 62’ per un problema agli adduttori. Pochi minuti prima, anche Anguissa era stato richiamato in panchina per un colpo ricevuto al costato. Al loro posto hanno giocato Rafa Marin e Billing. I padroni di casa hanno comunque gestito senza problemi e hanno vinto 2-0. “Il vostro futuro non è ancora stato scritto”: concludeva il dottor Brown. In effetti ci sono ancora quattro partite da giocare. Ma il mese di maggio, che sta per arrivare, porta con sè in dote un profumo inebriante.

Domenico Fabbricatore