Lezione di Italiano
Nulla da dire. La sfida tra le quarte in classifica l’ha nettamente vinta la Fiorentina. Per il Napoli, dopo i due precedenti successi che avevano fatto sperare che il peggio fosse passato, la seconda battuta d’arresto al Maradona equivale ad un clamoroso passo indietro. Pesante da elaborare. Stanchezza per le tante partite ravvicinate? Forse.
Ma anche la Fiorentina aveva giocato in coppa. Singolare comunque la scelta di Garcia di riproporre esattamente la stessa squadra che aveva affrontato il Real Madrid. Forse una risposta alle polemiche innestate dal procuratore, la scelta di non schierare Mario Rui. Una buona occasione all’inizio, con azione manovrata da Lobotka, palla ad Osimhen che ha allargato per Politano, il quale ha fintato il tiro in porta poi ha servito Di Lorenzo sulla corsa. Alta di poco la conclusione di destro del capitano. Ma un minuto dopo la Fiorentina ha trovato il vantaggio. Cross dalla sinistra, con Ostigard scavalcato dalla traiettoria. Martinez Quarta ha deviato verso la porta quasi d’istinto, colpendo il palo. La palla è stata raccolta da Brekalo, che da posizione defilata ha trovato la rete in diagonale calciando sotto le gambe di Meret. Piuttosto inconsistente la reazione dei padroni di casa. Un gol di Osimhen è stato giustamente annullato per fuorigioco di Olivera. Brutta tegola al 31’, per l’infortunio muscolare patito da Anguissa.
Coraggioso il cambio di Garcia, che ha scelto Raspadori per sostituire il camerunese. Ma il pareggio è arrivato in pieno recupero grazie ad un errore di Parisi che ha appoggiato male di petto verso il proprio portiere, con Osimhen scaltro a rubare palla e a procurarsi il calcio di rigore. Stavolta il nigeriano ha calciato dagli undici metri e ha fatto centro. Il pareggio, tutto sommato immeritato, avrebbe potuto dare nuovo vigore ai padroni di casa. Invece il secondo tempo ha visto subito i viola sfiorare il gol con un tentativo di Ikone, servito da Nzola, respinto dal palo. Garcia ha preferito correggere il centrocampo e ha tolto Politano, che però stava giocando bene, per inserire Cajuste.
L’unico vero rammarico della serata è stato l’errore di Osimhen al 59’. Il bomber era stato bravissimo a crearsi l’occasione da solo, andando ancora una volta ad intercettare un errore degli avversari, stavolta un fallo laterale di Kayode, per presentarsi solo davanti a Terracciano. Ma il portiere gli ha sbarrato la via della rete. E subito dopo è arrivato l’ennesimo gol di Bonaventura al Napoli, servito da Olivera in sfortunata chiusura su Nzola. Discutibili gli ultimi cambi di Garcia, che ha tolto contemporaneamente Osimhen, Lobotka e Zielinski per far entrare Simeone, Lindstrom e Gaetano. Per alcuni minuti Kvaratskhelia si è spostato a destra per far giocare il danese sul lato preferito. Una mossa della disperazione che non è servita. E’ invece arrivata la rete dell’1-3 di Nico Gonzales. La squadra di Italiano ha così agganciato la Juventus al terzo posto e si è inserita in questa mini fuga a quattro, guidata da Milan e Inter. Al Napoli non resta che leccarsi le ferite di una sconfitta netta e meritata.
Domenico Fabbricatore
