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Neres per caso

Ci ha messo un tempo il Napoli, stordito dal doppio gancio laziale, a riprendere il feeling con la vittoria. Ci ha pensato David Neres, titolare a sinistra al posto dell’infortunato Kvaratskhelia, a dribblare tutti, anche la paura, prima di trovare il tocco casuale di Giannetti al minuto 76. In quel momento, gli azzurri si sono definitivamente sciolti dopo una settimana difficile, con le due sconfitte consecutive, l’eliminazione dalla coppa Italia e il sorpasso al vertice inflitto dall’Atalanta. Udinese-Napoli è finita 1-3.

Era dallo scorso 4 ottobre che la formazione di Conte non segnava tre gol in una sola partita. Ci è riuscita stavolta, nonostante una prima frazione contratta, condizionata dal calcio di rigore provocato da Lobotka, che ha toccato con un braccio un po’ troppo largo una conclusione senza pretese di Zemura. Meret aveva anche parato il tiro dal dischetto di Thauvin, poi fortunato sulla ribattuta. Sembrava un’altra partita stregata. Ma ad inizio ripresa ci hanno pensato forse i peggiori in campo fino a quel momento, ovvero McTominay e Lukaku, a confezionare l’azione del pareggio. Lo scozzese ha servito in verticale l’attaccante, che si è inserito centralmente, segnando nella stessa porta dove il suo predecessore Osimhen aveva regalato lo scudetto del 2023. I numeri del belga, nonostante i pochi palloni che continua a toccare ad ogni gara, non sono comunque male.

A decidere la sfida è stata poi la serpentina di Neres. Primo cambio per Conte al minuto 80, con Simeone che è subentrato a Lukaku. Bravo il cholito a toccare il pallone per la sontuosa progressione di Anguissa, che ha chiuso la pratica di prepotenza, a coronamento di un’ottima prestazione personale. L’Atalanta, con un portiere straordinario e qualche compiacenza arbitrale, è un rullo compressore da dieci vittorie consecutive. Ma il Napoli è lì, subito dietro. E non ha nessuna intenzione di mollare la presa.

Domenico Fabbricatore