Va pensiero
Il pensiero di rivincere lo scudetto è volato via in questa triste notte di inizio dicembre. Un Napoli ancora una volta calato alla distanza. Ma ci si è messo di mezzo anche l’arbitro. Troppo severa la punizione dello 0-3, anche se l’Inter ha dimostrato di avere qualcosa in più Una sconfitta comunque troppo pesante, figlia di episodi arbitrali discutibili ma anche di una condizione atletica deficitaria. Un primo tempo buono da parte dei padroni di casa, nel contesto di una frazione decisa dai tiri dalla distanza. Sommer ha salvato su Elmas, la traversa ha salvato Sommer sul sinistro di Politano.
Invece Chalanoglu ha fatto gol. Tutta qui la differenza nel primo tempo. Rispetto a Madrid, Mazzarri ha schierato Natan terzino sinistro, con Ostigard centrale, mentre Elmas ha sostituito un Zielinski uscito malconcio dal Bernabeu. Napoli non male ma sotto al 44’. Azione prolungata degli ospiti e tiro da fuori di Calhanoglu con Meret battuto. Ma all’inizio c’era un fallo di Lautaro su Lobotka piuttosto netto. Nella ripresa, Massa (e il Var) ancora poco felice in occasione di un fallo da rigore non visto su Osimhen. Sul proseguimento dell’azione, secondo miracolo di Sommer su Kvaratskhelia. La partita è praticamente finita in quel momento. Nel finale, ancora una volta gli azzurri sono sembrati in ritardo di condizione atletica. Troppi giocatori fuori forma, tra cui comprensibilmente un Osimhen che non ha i novanta minuti nelle gambe. Ma anche altri calciatori hanno patito un calo evidente dopo l’ora di gioco. Troppo morbida, poi, la difesa in occasione delle reti di Barella e Thuram. Lo scudetto resterà cucito sulle maglie fino al termine della stagione ma di fatto è virtualmente andato. Mazzarri ha tanto da lavorare, soprattutto per difendere il quarto posto.
Domenico Fabbricatore
