Via col vento
Che il vento stesse cambiando, lo si era intuito già contro il Braga. Soprattutto per quel pizzico di fortuna che era mancato in occasione delle tre sconfitte che avevano preceduto questo doppio successo al Maradona. Contro il Cagliari è arrivata la conferma che il Napoli è in crescita, anche se la squadra di Mazzarri è ancora lontana dalla perfezione, in particolare per quanto concerne la fase difensiva. La strada intrapresa è comunque quella giusta e con il tempo gli azzurri possono soltanto migliorare.
La vittoria ottenuta contro la formazione di Ranieri è molto importante, perché il match è stato rognoso, con i sardi che l’hanno buttata sin da subito sul piano dell’agonismo ai limiti della correttezza, agevolati in questo compito da una gestione dei cartellini tutt’altro che esemplare dell’arbitro Mercenaro. Gara iniziata con mezz’ora di ritardo a causa del vento forte che ha causato disagi all’ingresso allo stadio dei tifosi. Doveroso il minuto di raccoglimento in ricordo di Totonno Juliano, indimenticabile capitano e dirigente partenopeo.
Fuori causa Zielinski ed Elmas per infortunio, spazio a Cajuste. Il Napoli non ha iniziato male ma nei primi minuti è mancato Osimhen, che ci ha messo un tempo abbondante per carburare per poi diventare devastante nel finale. I padroni di casa hanno avuto diverse opportunità, rischiando però in un paio di circostanze, soprattutto sulla ripartenza di Nahitan Nandez, disinnescata dall’intervento decisivo di Meret. In attacco al Napoli è mancato qualcosa nella prima frazione, nonostante le tante azioni costruite principalmente dalla parte destra del campo, con un Politano in grande spolvero. Sull’invito da calcio da fermo dell’ispirato numero 21 azzurro, Rrahmani di testa ha colpito il palo. Per trovare il vantaggio, i partenopei hanno dovuto attendere che nel secondo tempo si rimettesse a posto la corsia di sinistra, che era stata così importante un anno fa per la conquista dello scudetto. Al 58’ è tornato in campo Mario Rui, che tanto era mancato nelle partite in cui è stato adattato al suo posto Natan. Il brasiliano non ha fatto mai mancare impegno e volontà ma la differenza con un giocatore di ruolo si è vista immediatamente. Dal perfetto cross del portoghese al minuto 69, Osimhen ha trovato uno stacco imperioso di testa. Scuffet è riuscito anche a deviare il pallone. Ma il vento della fortuna è cambiato ed il palo alla sua sinistra ha accomodato la sfera oltre la linea.
Esultanza sfrenata ma il Cagliari ha trovato immediatamente il pareggio. Male entrambi i centrali di Mazzarri: Rrahmani si è lasciato superare troppo agevolmente da Luvumbo mentre Juan Jesus si è fatto invece anticipare da Pavoletti. In altri tempi il Napoli avrebbe patito il colpo. Non questa volta. Osimhen, galvanizzato dal gol, è tornato ad essere padrone dell’area di rigore. Fantastica l’azione in palleggio del nigeriano, che ha trovato un assist tanto caparbio quanto pregevole per Kvaratskhelia, ancora una volta non perfetto nella conclusione. Il georgiano, infatti, da posizione più che favorevole ha angolato troppo la conclusione. Ma il vento della fortuna è cambiato ed il palo alla destra di Scuffet ha accomodato in porta anche il pallone del 2-1. Il terzo gol di Politano è stato annullato per un fuorigioco alquanto filosofico di Osimhen. Gli azzurri sono stati costretti pertanto a soffrire fino all’ultimo secondo. Ma alla fine hanno portato a casa un successo preziosissimo.
Domenico Fabbricatore
