Benedetta Primavera
Ed è finalmente arrivata la Primavera. La stagione in cui la natura rinasce, il periodo dei fiori e dei colori, dei pomeriggi lunghi e profumati. Calcisticamente parlando, il tempo dei verdetti, delle vittorie pesanti, delle lotte punto a punto. Perlomeno, quasi sempre. Non in serie A. Non quest’anno. Nella massima serie italiana, per una volta la Primavera è stata anticipata da un ciclone mediterraneo dagli effetti imprevedibili. Queste le temperature registrate. Campionato a -11 giornate dalla fine. Lazio a -19, Inter a -21, Milan a -23, Roma a -24, Atalanta a -26, Juventus a -30 (questa situazione variabile di 15 punti). La matematica e la scaramanzia pretendono ancora i loro tempi. Ma per quanto riguarda la vittoria finale, ci sono veramente pochissimi dubbi. Il Napoli di Luciano Spalletti è ad un passo da un traguardo storico. Per il verdetto aritmetico mancherebbero ancora 15 punti, oppure 19 se la Juventus verrà riabilitata in appello. Occorrono pertanto altre cinque o sei vittorie, da conseguire comodamente nelle undici giornate rimaste. Ammesso che dietro le vincano tutte. Di fatto, la logica ha già emesso una sua sentenza. Questa veramente senza appello. Più che il vantaggio di punti in classifica, è la sicurezza con cui la capolista sta affrontando le sue partite a non ammettere discussioni. Una squadra che sta dominando gli avversari con la bellezza del gioco e la consapevolezza della propria forza. Tutte le inseguitrici, chi più e chi meno, hanno palesato limiti di organizzazione e di continuità, che ne rendono altamente improbabile la rimonta. Se c’è una formazione che ancora potrebbe vantare una remota speranza di recupero, questa è proprio la Juventus, se il prossimo 19 aprile le verranno restituiti i 15 punti in classifica. I bianconeri, che pure raramente hanno convinto sul piano estetico, sono gli unici in questa stagione, a parte ovviamente gli azzurri, ad aver comunque infilato una serie di otto vittorie consecutive, spazzate vie proprio nella partita d’andata a Napoli da una netta sconfitta al cospetto della capolista. Un ko clamoroso, quello inflitto dagli uomini di Spalletti, maturato (ed è bene sottolinearlo, a scanso di equivoci) prima della penalizzazione, con la compagine di Allegri in quel momento dietro di 7 punti. Per una strana coincidenza, la partita di ritorno si giocherà pochi giorni dopo la sentenza che dovrà emettere il Collegio di Garanzia del Coni. Soltanto la Juve (forse) tra il Napoli e il sogno tricolore. Le altre hanno ampiamente dimostrato di non reggere il passo dei partenopei. Intanto, il campionato si fermerà per l’ultima volta prima della fase conclusiva. Alla ripresa, sarà già Aprile. Un mese che il Napoli dovrà dimostrare di saper gestire, con le tre sfide previste contro il Milan, compresi naturalmente i quarti di Champions League, nonché appunto la partita di Torino. Un mese che vedremo come Spalletti vorrà gestire, se continuando a giocare con i titolari di sempre o se ci sarà spazio per qualche seconda linea. Continuando di questo passo, anche la matematica dovrà arrendersi. Presumibilmente, nei primi giorni di Maggio. Ma è ancora presto per fare i conti. In fondo, che fretta c’era? Benedetta Primavera.
Domenico Fabbricatore
