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La Superlega Europea è realtà. Nulla sarà più come prima. L’indignazione dei tifosi

In una uggiosa domenica di aprile, intorno alle ore 20,00 la UEFA ha diramato un duro comunicato contro l’eventuale (sino a quel momento) istituzione di una lega autonoma varata e composta da dodici società in rappresentanza di tre nazioni europee Inghilterra, Spagna e Italia. Le dodici sorelle sono: Milan Inter e Juventus per l’Italia; Tottenham, Arsenal, Chelsea, Manchester City, Liverpool e Manchester United per il Regno Unito e Barcellona, Real Madrid e Atletico Madrid per la Spagna. La notizia ovviamente ha scombussolato un poco tutte le certezze (poche a dire il vero), che ancora si potevano nutrire nel mondo del calcio.
Si intuiva però, che di lì a poco si sarebbe scatenata una vera e propria guerra tra i due massimi organi mondiale ed europeo e la nascente lega. Il problema vero però, rimaneva il fatto che nessun comunicato era stato diramato dal management di detta superlega, indi per cui, al momento erano solo chiacchiere tutte le discussioni e tutti i lanci d’agenzia sul tema.
Lo scenario però, cambia diciannove minuti dopo la mezzanotte, allorquando arriva finalmente il comunicato ufficiale a firma congiunta delle dodici società fondatrici, con la quale viene resa pubblica la statuizione della Superlega . In detta nota, si legge altresì, che prima della partenza che avverrà quanto prima, verranno inserite altre società a titolo di club fondatori. In simultanea con l’uscita del comunicato, Andrea Agnelli si dimetteva dalla carica di presidente dell’ECA per diventare vicepresidente del nuovo progetto sportivo alle spalle di Florentino Perez.
Ovviamente la motivazione che ha spinto le dodici società dissidenti ad intraprendere la nuova strada non poteva che essere il famigerato “BUSINESS”. A tal uopo è stato chiarito che è stata presa ad esempio per la costruzione della nuova lega, la NFL, National Football League americana che da sola incassa 7,1 miliardi di dollari ( circa 6,5 miliardi di euro) molto di più di tutte le quattro maggiori leghe calcistiche europee.
Nel corso delle ore successive ferma presa di posizione della nostra lega serie A, della FA inglese e della federazione spagnola. Tutte, in uno ai massimi organismi calcistici mondiali ed europei, hanno minacciato i club dissidenti di essere estromessi dai rispettivi campionati, di non far partecipare i loro calciatori a nessuna manifestazione UEFA e Fifa perseguendo inoltre le stesse, con tutte le loro forze, sia a livello penale che sportivo.
Da questo gioco si sono tirate fuori all’ultimo le società tedesche chiamate a competere, Bayern Monaco e Borussia Dortmund, le quali contravvenendo a quanto suggellato con le altre dodici, hanno preferito rimanere all’interno del vecchio sistema auspicando un restyling complessivo dello stesso.
Non si sono fatte attendere neanche le rimostranze di alcune tifoserie, su tutte quella del Liverpool, della famosa KOP. Con un comunicato arrivato nella tarda mattinata di oggi, gli stessi hanno manifestato l’intenzione di abbandonare per sempre la curva più famosa al mondo quella per intenderci del (You’ll Never Walk Alone) accusando la società di avere interessi solo per i soldi e non amore per i colori.
Ebbene sì. Tutto questo non ci piace!
Per tutti gli amanti del calcio come me, e so che sono tanti, accettare i cambiamenti ( radicali) di quest’ultimi anni solo per amore del Dio danaro, è stato difficile. Molto difficile.
Il calcio spezzatino, l’anticipo del venerdì, il posticipo del lunedì, il lunch match delle 12e30, sono tutte cose che ho fatto fatica ad accettare perché nella mente, ma soprattutto nel cuore, ho ancora ferma l’immagine e le voci di “ Tutto il calcio minuto per minuto; 90* minuto, Dribbling, La domenica sportiva etc etc. e di quando tutte le partite si giocavano la domenica pomeriggio . Che tempi.
Tutto evolve per carità, ma bisogna sempre ricordare che il mondo pallonaro è da sempre sostenuto da miliardi di cuori palpitanti e “paganti” ovvero i TIFOSI.
Con quest’ultima trovata volta solo ed esclusivamente ad incrementare ulteriormente le tasche di un manipolo di uomini senza scrupolo, in aperto dispregio all’amore proprio di quei tifosi che da sempre sono alla base delle domeniche calcistiche, si è proprio toccato il fondo.
L’Europa non è, né potrà mai essere come gli Stati Uniti d’America, il calcio non potrà mai essere il Football Americano né tanto meno il basket NBA.
Per farla breve “ o pallon è nata cosa”.
Non me ne vogliate, ma io continuerò ad amare quel tipo di calcio fatto di emozioni, sentimenti, di sorrisi di gioia e lacrime di delusione, di quel calcio fatto di trasferte con il “migliaccio” ed il vino paesano, quel calcio del quale mi sono innamorato grazie a Sandro Ciotti, Nando Martellini, Enrico Ameri e tutti quei grandi professionisti che al racconto aggiungevano sempre un pezzo del loro “CUORE”.

Lorenzo Orefice; AtletaMagazine.it