Non è l’andata
Nell’epoca dei calendari asimmetrici, è soltanto casualità se Napoli e Verona si siano affrontati alla prima giornata sia dell’andata che del ritorno. Decisamente, rispetto a quel pomeriggio d’agosto è stata tutta un’altra storia, non soltanto dal punto di vista climatico. Napoli-Verona 2-0 ha il gusto delle cose rimesse al posto giusto, dopo quella falsa partenza che aveva ispirato cattivi pensieri e qualche battuta di spirito dei detrattori.
Una gara turbata alla vigilia dalla notizia del probabile addio di Kvaratskhelia, avallata con discutibile tempismo dallo staff del georgiano e accettata quasi con rassegnazione da Antonio Conte, che tanto si era battuto per il giovane talento all’inizio della sua avventura a Napoli. Comunque vada, la fascia sinistra d’attacco è in buone mani. Anzi, è tutta nei piedi buoni di David Neres, che all’occorrenza può giocare anche a destra, laddove è però appena rientrato il sempre utile Politano. Zanetti, forse giocando con la scaramanzia, dati i noti precedenti, ha schierato titolare per la prima volta Faraoni, uscito dal campo con il mal di testa, buggerato in lungo e in largo dal brasiliano.
Qualche metro dietro ha giocato, anche decisamente bene, Spinazzola al posto dell’infortunato Olivera. È stato un buon Napoli, ancora una volta vittorioso e con la rete inviolata. In un turno di campionato condito dai pareggi di quasi tutti i concorrenti, a parte l’Inter salvata dal palo a Venezia, la quinta vittoria consecutiva dei partenopei significa aver distaccato a tutti gli effetti l’Atalanta, con la sola formazione di Inzaghi potenzialmente avanti. I recuperi infrasettimanali diranno qualcosa di più in merito. Ottima la prova da attaccante di sponda di Lukaku.
Napoli subito in gol alla prima azione, iniziata da Politano e poi gestita da Di Lorenzo e Lukaku. Pregevole il sinistro a giro del capitano, respinto dal palo ma ribadito sfortunatamente in porta da Montipo. Il Napoli avrebbe potuto chiudere subito la pratica. Ma Anguissa due volte e poi McTominay hanno calciato troppo alto. Di poco al lato un tentativo mancino di Lukaku, su schema da punizione ben studiato. Il Verona è rimasto in corsa e i difensori centrali, soprattutto Rrahmani, hanno dovuto fare gli straordinari per evitare il pareggio.
Nella ripresa, proprio Rrahmani ha sfiorato due volte il gol di testa. Il raddoppio è arrivato al 61’, grazie ad una splendida conclusione dell’ insospettabile Anguissa, non proprio un cecchino dalla distanza. Commovente l’omaggio del camerunese, mai così prolifico come quest’anno, al piccolo Daniele.
Un soddisfatto Conte si è concesso un triplo cambio al minuto 77, dando spazio a Raspadori, Simeone e Ngonge. Nel finale, dentro anche Mazzocchi e Zerbin. Bella la vittoria, bellissimo il post partita, dedicato alla famiglia dello sfortunato Daniele. Il Napoli in fondo ha vinto soprattutto per lui.
Domenico Fabbricatore
