Piuttosto che niente
Dopo la brutta sconfitta in casa contro la Lazio, Rudi Garcia disse che, in certi casi, quando non si può vincere è meglio non perdere. Perlomeno su questo concetto, i calciatori lo hanno seguito. Genoa-Napoli è stata una sintesi perfetta del momento alquanto confuso dei campioni d’Italia, con la squadra che non è parsa nemmeno una lontana parente di quella che lo scorso campionato ha dato lezioni di calcio a tutti. Per 75 minuti i partenopei sono stati in balia di un avversario meglio organizzato, che si è portato meritatamente sul doppio vantaggio.
Piuttosto che niente, meglio aggrapparsi all’ultimo quarto d’ora, cercandovi qualche segnale positivo, che pure c’è stato. Le verità possono essere tante e tutte valide. E’ vero che quattro partite sono poche per emettere sentenze, è vero che il nuovo allenatore ha il diritto di lavorare con serenità, è vero anche che un anno fa la squadra di Spalletti, in fondo, aveva soltanto un punto in più rispetto ad ora. Ma resta la sensazione piuttosto netta di un Napoli in ritardo rispetto alla Juventus e soprattutto all’Inter.
Certo, Allegri e Inzaghi sono al terzo anno mentre Garcia è appena arrivato. Ma il tecnico francese non sembra avere le idee molto chiare. Natan è ancora un oggetto misterioso, Cajuste ha fin qui giocato pochi minuti, per Lindstrom non c’è stato spazio nemmeno nel finale, quando al posto di Kvaratskhelia è stato mandato in campo Zerbin. Quello del georgiano, poi, rischia di diventare un caso. Che fine ha fatto il gioiello di un anno fa? Addirittura imbarazzante un suo tentativo su punizione. Lo stesso Osimhen non ha convinto. Anguissa e Lobotka, perni di un centrocampo che è stato, un tempo, ai limiti della perfezione, sono adesso smarriti. In difesa ha giocato Ostigard al posto di Rrahmani, con Juan Jesus confermato titolare. In luogo dell’affaticato Politano è stato schierato Elmas. Il macedone ha rimediato un cartellino giallo dopo appena 13 secondi.
Il Genoa ha approfittato di cotanto scempio segnando due volte da azione d’angolo. Vantaggio dei padroni di casa al 41’: tiro dalla bandierina di Gudmundsson, deviazione di testa di De Winter e rete di Mattia Bani, lasciato colpevolmente solo a pochi passi dalla linea di porta. Gli azzurri hanno lamentato un fallo su Anguissa ad inizio azione ma per l’arbitro Fabbri non ci sono state irregolarità. Nella ripresa, subito in campo Politano al posto di Elmas. Al 56’, ancora dagli sviluppi di un calcio d’angolo, Strootman ha messo al centro per Retegui che ha trovato lo spunto vincente per il raddoppio. Altri cambi per Garcia: fuori Anguissa e Mario Rui, dentro Raspadori e Olivera. Poi anche Lobotka è stato richiamato in panchina per fare spazio a Cajuste. Gli ottimisti possono consolarsi pensando che Garcia ha indovinato i cambi. In realtà, fino al minuto 75 nessuno avrebbe scommesso un centesimo sulla rimonta del Napoli.
Ma il bello del calcio è proprio questo. E nel buio di una prestazione indecente, gli azzurri hanno trovato due gol meravigliosi. Il primo di Raspadori, servito da un tocco di Cajuste. Controllo di destro e gran tiro di sinistro. Pareggio di Politano, che ha sfruttato un pregevole assist di Zielinski, trovando una conclusione al volo di rara bellezza. Piuttosto che niente, meglio un 2-2 in rimonta. Ma c’è ancora veramente tanto da lavorare.
Domenico Fabbricatore
