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La Dea Benda un Napoli incerottato

Altro giro, altra sconfitta. Ma soprattutto, altro obiettivo fallito. La finale di coppa Italia 2021 sarà
Juventus-Atalanta. Questa è la sentenza, senza appelli, della serata di Bergamo. Che la semifinale di
ritorno sarebbe stata difficile, in verità, l’avevano previsto in molti alla vigilia. Troppo, per questo
Napoli, rinunciare all’intera difesa titolare, affidando le speranze di evitare reti all’inedita coppia
composta da Maksimovic e Rrahmani. Ma la formazione di Gattuso si è arresa troppo presto. Dopo
appena 10 minuti, la botta da fuori dell’ex Zapata, arrendevolmente guardato a distanza da tutta la
retroguardia, soprattutto dal vicino Hysaj, è penetrata come un pugnale insanguinato nelle
ambizioni di finale bis per i partenopei. Poco dopo è stato Pessina, con l’aiuto del palo e di una
difesa avversaria immobile, a trovare la via della rete. Appena 16 minuti sul cronometro e 2-0 per
l’Atalanta. Il Napoli? Non pervenuto, perlomeno nel primo tempo. Nella ripresa c’è stato
quantomeno l’orgoglio, pungolato dall’ingresso in campo di Politano e al passaggio al 4-2-3-1. E al
52’, Lozano ha regalato un sussulto ai propri tifosi, irrompendo su una conclusione deviata da
Bakayoko, per spingere in rete, al secondo tentativo, il gol che per qualche minuto ha riaperto i
giochi per l’accesso in finale. Gasperini, annusato il pericolo, ha subito giocato la carta Ilicic per
sfruttare gli spazi lasciati, inevitabilmente, da un Napoli alla ricerca del gol qualificazione. Nella
ripresa, comunque, a differenza di un primo tempo dominato dai nerazzurri, il Napoli è stato in
partita. E’ vero che i padroni di casa sono andati più volte vicini alla terza marcatura, prima con
Zapata e poi con Ilicic, con gli ospiti tenuti a galla dalle parate di Ospina. Ma è anche vero che, al
74’, l’occasione propizia è capitata sui piedi di Osimhen, servito davanti a Gollini dal subentrato
Demme, forse però partito leggermente in fuorigioco. Il nigeriano ha deviato il cross basso ma il
portiere atalantino ha fatto buona guardia. Scampato il pericolo, ci ha pensato nuovamente Pessina,
al 78’, a chiudere la pratica, con una penetrazione centrale condita da un tunnel a Di Lorenzo e un
pregevole tocco sotto ad eludere il tentativo di respinta di Ospina: 3-1 e partita finita. Ennesima
sconfitta della gestione Gattuso. La prima, però, in coppa Italia, manifestazione che un anno fa
aveva visto il suo Napoli trionfare con merito. Quel trofeo, il primo conquistato da Gattuso in veste
di allenatore, aveva rappresentato il punto più alto della sua avventura all’ombra del Vesuvio.
Un’avventura che sembra, adesso, inevitabilmente ai titoli di coda.

Domenico Fabbricatore; AtletaMagazine.it