Hoj…vita mia
Con una doppietta di Rasmus Hojlund, il Napoli ha steso la Juventus, onorando l’anniversario dell’impianto di Fuorigrotta, che ha cambiato tre volte il nome mantenendo però intatta la passione. La partita d’esordio di 66 anni fa fu appunto Napoli-Juventus, con Pesaola e Boniperti capitani. Allora, come adesso, vinsero gli azzurri 2-1.
La gara attuale ha potuto comunque vantare spunti d’interesse al di là dell’aspetto agonistico. Il ritorno di Spalletti in quella Napoli dove ha ottenuto il successo più importante della sua carriera, immortalato dal tatuaggio sull’avambraccio sinistro. Il primo scontro ufficiale tra Conte e Spalletti, nonché la curiosità della sfida tra due allenatori che hanno vinto lo scudetto con la società opposta (non accadeva dalla stagione 1984/85, quella volta protagonisti Bersellini e Radice).
È stato anche il match delle tante defezioni, da una parte e dall’altra: Juventus con la difesa rabberciata e con Vlahovic appena fermato da un brutto infortunio, Napoli con quasi tutto il centrocampo in infermeria, con Lobotka che si è aggiunto a De Bruyne, Anguissa e Gilmour. E se Spalletti ha giocato inizialmente con Yldiz prima punta, Conte ha proposto Elmas in cabina di regia. È stato un successo ben più netto di quanto non dica il risultato finale.
Il Napoli nel primo tempo ha dominato, con Neres imprendibile sulla fascia sinistra. Dai piedi del brasiliano sono partiti due assist, il primo sprecato di testa da McTominay, il secondo spinto in rete in scivolata da Hojlund. Padroni di casa pericolosi su azioni d’angolo: la girata di testa di Di Lorenzo ha trovato Di Gregorio pronto alla deviazione sopra la traversa. Poi ancora McTominay, sullo scadere della prima frazione, ha scheggiato il palo alla destra del portiere bianconero.
Il tecnico toscano è corso ai ripari nell’intervallo, inserendo David al posto di Cabal. Ma è stato ancora il Napoli ha sfiorare il raddoppio con Hojlund, che ha costretto Di Gregorio alla grande parata. Sembrava una partita in pieno controllo per i partenopei. Invece la Juventus ha trovato il pareggio al primo (e unico) tiro in porta. Bella azione degli uomini di Spalletti con assist di McKennie per Yldiz, che ha colpito sporco in diagonale per l’1-1.
Ma non è stato l’unico assist dell’americano. Al 78’, infatti, su cross di Neres, per anticipare Lang McKennie ha servito di testa un pallone d’oro a Hojlund, che ha dovuto soltanto appoggiare in rete per il definitivo 2-1. Appena tre cambi per Conte: Spinazzola per Olivera, Politano al posto di Neres e infine Vergara per Lang. Spalletti ha invece sfruttato tutti i cambi. Ma è finita con la settima vittoria consecutiva del Napoli contro la Juventus al Maradona.
Domenico Fabbricatore
