Turris spietata in trasferta, poker a Vibo
VIBONESE-TURRIS 1-4
VIBONESE – Emergenza in difesa per mister D’Agostino, che si schiera con ben 5 under in campo. Coppia inedita nel quartetto difensivo, costituita da Cigagna e Vergara. In avanti fiducia a Sorrentino, che la spunta sull’ex Persano, coadiuavato da Spina e Golfo.
TURRIS – Le uniche novità rispetto alla formazione di domenica scorsa sono Abagnale, che sostituisce lo squalificato Perina, e Franco, preferito a Bordo in mezzo al campo.
VIBONESE (4-3-3): Marson; Ciotti (1’st Mahrous), Cigagna, Vergara, Mauceri (33’st Fomov); Basso, Gelonese, Bellini (1’st Senesi); Spina (22’st La Ragione), Sorrentino, Golfo (33’st Cattaneo). All: D’Agostino. A disp: Mengoni, Grillo, Ngom, Persano.
TURRIS (3-4-3): Abagnale; Esempio, Lorenzini (1’st Di Nunzio), Manzi; Ghislandi, Tascone, Franco (1’st Bordo), Varutti; Giannone (42’st Palmucci), Santaniello (22’st Loreto), Leonetti (40’st Longo). All: Caneo. A disp: Colantuono, Giofré, Sartore, Zanoni, D’Oriano, Pavone, Finardi.
ARBITRO: Centi di Terni.
MARCATORI: 14’pt Giannone r, 17’pt Vergara aut, 20’pt Leonetti, 18’st Mauceri, 47’st Loreto.
NOTE: ammoniti Lorenzini, Varutti, Cigagna, Gelonese, Di Nunzio, Loreto.
Dopo l’amara sconfitta di domenica scorsa la squadra di Caneo ‘sbanca’ il Razza di Vibo Valentia .Poker per i biancorossi, Giannone (rigore),autorete di Vergara, Leonetti e Loreto. Per i rossoblù c’è la rete di Mauceri.
I padroni di casa sentono il colpo , la Turris passa in vantaggio dopo 15minuti, continua uno stoico e produttivo pressing sui portatori di palla.Quello biancorosso è un assalto continuo, tiene la testa sul manubrio, e nelle repliche continua a essere insidioso. Gol e spettacolo al Razza la squadra di Torre del Greco conferma il buon gioco, già visto, ma quella concretezza in più che la porta a 7 punti in classifica. Questa volta c’è di più. C’è finalmente quel cinismo tanto invocato, oltre a qualche episodio favorevole, che era mancato in passato e che non aveva permesso ai biancorossi di raccogliere quanto prodotto nella metà campo avversaria.Un poker che non cambia le sensazioni generali su pregi e limiti di questa Turris, ma che conferma ancora una volta la bontà della rosa corallina quest’anno, la quale appare assolutamente valida per conquistare una salvezza senza troppi patemi d’animo. La Turris sembra una squadra più da trasferta, dato che lontano dalle mura amiche aumentano le possibilità di sfidare l’avversario a campo aperto, scenario che esalta le caratteristiche della rosa ed il credo inculcato da Caneo.
Ora, il prossimo obiettivo per la truppa corallina è la continuità di risultato! E la nuova sfida sarà aumentare la capacità di adattamento a situazioni di gioco nelle quali non sarà possibile proporre il solito canovaccio.Simone Tascone solita prestazione da gladiatore. Negli uno contro uno non ne esce mai sconfitto.
sorprende per la continuità di rendimento, ancora una volta devastante. C’è sempre il suo zampino nelle azioni più pericolose della Turris. Il suo inserimento è decisivo per aprire le maglie nella difesa avversaria.
Mister Caneo in un colpo solo ritrova i gol che la Turris avrebbe potuto e dovuto siglare nelle precedenti occasioni. Porta a casa la seconda vittoria consecutiva con la solita proposta di gioco, ma si intravedono i correttivi per vivacizzare l’attacco. Efficaci i cambi nella ripresa, che danno maggiore densità alla mediana biancorossa.
Caneo guarda anche il bicchiere mezzo vuoto: “Abbiamo raccolto quello che in altre circostanze non avevamo fatto – commenta il tecnico corallino-. I ragazzi hanno meritato questa vittoria per come l’hanno costruita e per come l’hanno portata in porto. Devo anche dire che se da una parte sono contento, dall’altra no. Non voglio sembrare astruso, ma una squadra di un certo livello, dopo il tre a zero, deve riuscire a giocare di più, fare possesso palla, far girare a vuoto gli avversari ed avere più personalità nelle situazioni di gioco. A me piace avere una squadra che abbia una sua filosofia ed una sua mentalità per novanta minuti e che porti a fine gara un credo che stiamo predicando dall’inizio del ritiro. Questa è la farina del nostro sacco e dovrebbe essere sempre così per tutti i novanta minuti, fino alla fine, non per trenta minuti”.
Gianluigi Febbraro; AtletaMagazine.it
