L’unica cosa che contava
Era stato chiarissimo, alla vigilia, Max Allegri: contro il Bologna, bisognava soltanto vincere, in un modo o nell’altro. E aveva aggiunto che sarebbe stata una partita molto lunga e sarebbe servita pazienza. È andata esattamente come previsto dal tecnico livornese, la cui squadra ha legittimato il successo nella ripresa, a seguito di un primo tempo abbastanza farraginoso.
Dopo la tempesta perfetta di tre sconfitte consecutive, nel corso delle quali è andato storto tutto quello che avrebbe potuto, tra assenze, infortuni, errori sotto porta, errori in difesa, fuorigioco di centimetri, nella sfida con il Bologna si è vista un’inversione di tendenza, a cominciare dal gol annullato a Theate appunto per posizione irregolare millimetrica. Allegri aveva scelto di giocare con Vergara a sinistra e Politano a destra, nel tridente con Hojlund.
Ad inizio ripresa, i cambi decisivi di Lang e Favasuli che hanno portato un ritmo diverso alla manovra offensiva. In particolare, l’esterno calabrese, schierato alto davanti a Di Lorenzo, ha strappato applausi per grinta e personalità. Si è presentato subito con un tunnel ai danni di Miranda. Poi, al minuto 66, ha trovato l’assist decisivo per il tocco vincente di Lobotka. Molto bene il centrocampo di alta qualità, con lo slovacco affiancato da Gilmour e De Bruyne. Il belga ha giocato quasi tutta la partita, sostituito solo all’88’ per un problema muscolare, naturalmente da valutare.
Non è stato propriamente sereno, il finale di gara per Allegri, che si è anche arrabbiato per l’ultimo contropiede gestito male da Lucca, entrato nuovamente in campo al posto di Hojlund. È finita con il primo successo stagionale al Maradona, 1-0, in pieno stile Allegri. Un Napoli che doveva assolutamente vincere e così è stato. Adesso bisogna continuare.
Domenico Fabbricatore
