Non c’è 2 senza 4
Terza sfida di Champions a Fuorigrotta con il Liverpool e terza vittoria del Napoli. Dopo i due successi con Ancelotti, maturati entrambi nei minuti finali, stavolta gli azzurri hanno letteralmente esagerato. Un 4-1 storico, costruito con uno dei primi tempi più belli di sempre e poi conservato senza troppi affanni nella ripresa. Nel corso della prima frazione si sono contati tre gol, un palo, un rigore sbagliato ed un salvataggio sulla linea. Davvero non poteva esserci migliore ritorno nella maggiore competizione europea, con la platea di casa quasi incredula al cospetto di un centrocampo mostruoso. Frank Anguissa è stato un gigante ed ha anche trovato il primo gol in maglia azzurra, Stanislav Lobotka ha sbagliato il primo passaggio della sua partita al minuto 85, Piotr Zielinski ha realizzato una doppietta ed ha servito l’assist ad Anguissa. In attacco, Kvaratskhelia ha ricamato calcio, dribblato e vinto contrasti. Sfortunata, invece, la serata di Osimhen, che ha forzato i tempi per esserci ma ha dovuto lasciare pochi minuti prima dell’intervallo, dopo aver colpito un palo a porta vuota ed aver sbagliato il rigore che si era procurato. Il subentrante Simeone ha invece trovato immediatamente il gol, piangendo di gioia. Appena 40 secondi e, lanciato in verticale da Di Lorenzo, Osimhen ha anticipato Alisson in uscita ma poi, da posizione defilata, ha centrato il montante a porta vuota. Al 4’, Kvaratskhelia, imprendibile sulla fascia sinistra, ha appoggiato all’indietro per Zielinski che ha calciato verso la porta trovando la deviazione di Milner. Nessuno allo stadio se n’è accorto ma il capitano dei Reds ha toccato il pallone con la mano sinistra. Calcio di rigore. Impeccabile Zielinski dal dischetto per il vantaggio immediato. Al 15’, secondo rigore per i padroni di casa, con Van Dijk che ha colpito Osimhen sulla caviglia. Richiamato dal Var, il direttore di gara ha accordato nuovamente il penalty. Cambio di rigorista ed errore di Osimhen, che si è fatto respingere la conclusione da Alisson, poi Di Lorenzo sulla ribattuta ha calciato alto. Bravo invece il nigeriano al 27’ a rubare palla a Gomez e a servire al centro Kvaratskhelia che ha calciato a botta sicura. Van Dijk, sulla linea, ha negato la gioia del gol al georgiano. Al 31’, altra palla persa da Gomez, stavolta su pressione di Kvaratskhelia. Palla ad Anguissa che ha chiesto ed ottenuto il triangolo con Zielinski ed ha piazzato di sinistro il colpo del 2-0. Dopo l’infortunio di Osimhen, ancora il talento georgiano ha beffato prima Alexander-Arnold e poi Gomez ed ha regalato a Giovanni Simeone la prima gioia al Maradona. Il figlio d’arte si è sciolto in un pianto coinvolgente. Alla fine del primo tempo, Napoli-Liverpool 3-0. Senza troppi giri di parole: uno spettacolo. Nella ripresa, Anguissa ha servito in verticale Simeone, che ha eluso il fuorigioco ed ha favorito l’inserimento di Zielinski. Una prima conclusione respinta dal portiere, poi al secondo tentativo è arrivato il clamoroso 4-0. Una sbavatura di Di Lorenzo, al 49’, ha concesso a Luis Diaz la possibilità di accorciare le distanze. La reazione del Liverpool è stata ben arginata dalla difesa di casa e dalle parate di Meret. Spalletti ha concesso anche minuti importanti a Zerbin, oltre che a Lozano e poi a Mario Rui nel finale, ben sostituito sul lato mancino di difesa da Olivera. Il punteggio non è più cambiato. Per Klopp è dunque arrivata la quarta sconfitta consecutiva a Napoli, la prima con il Borussia Dortmund e le altre con il Liverpool. Ma questa è stata un’autentica, indimenticabile lezione di calcio.
