A Sinner non riesce la doppietta, sconfitto in finale a Rotterdam da Medvedev. La coppia Bolelli-Fognini vince a Buenos Aires
Nulla da fare per Sinner al prestigioso torneo di Rotterdam, series 500, dopo Montpellier, all’altoatesino non riesce il bis, le sue velleità si fermano in finale, crolla sotto i colpi di Medvedev, n. 11 del ranking, rivelatosi anche in questa occasione sua bestia nera. Ancora troppo forte il russo e, soprattutto ancora troppo distante Jannik dal livello di un top, nonostante dopo l’ottima performance, al secondo turno, contro Tsitsipas, avesse dato l’illusione di avere alzato l’asticella, cioè quello step che ancora manca per essere al pari dei top. Peccato, indubbiamente il rammarico è vivo, l’azzurro è stato sconfitto in tre set con il punteggio di 5-7 6-2 6-2. Dopo un combattuto esordio che gli è valso il primo set, che aveva, tra l’altro, illuso un po’ tutti gli italiani, Sinner ha dovuto subire la clamorosa rimonta dell’avversario, ex numero 1, potendo opporre ben poca resistenza allo strapotere del russo che si abbattuto su di lui come uno tsunami. Sinner e Medvedev si sono affrontati cinque volte in carriera, sempre con esito favorevole a quest’ultimo. Stavolta il cammino del nostro portacolori era stato più impegnativo e, soprattutto, più meritorio, sia per il valore degli avversari, sia per il numero d’incontri disputati, a differenza di Montpellier dove in pratica si era trovato ai quarti senza giocare. Sinner aveva qualche incertezza all’esordio, del tutto plausibili, date le fatiche della settimana precedente, visto che per battere il francese Bonzi ci sono voluti tre set. Alla fine, però, la vittoria è stata netta, il match, infatti, si è chiuso sul 6-2 3-6 6-1. Da lì in poi è stata una cavalcata fino alla finale, il capolavoro l’altoatesino lo compiva nel turno successivo dove si sbarazzava facilmente di Tsitsipas in due set, 6-4 6-3 lo score. Nei quarti ad attenderlo c’era lo svizzero Wawrinka, tennista tra i più forti del circuito ma ormai in parabola discendente. Sinner per nulla ammaliato dal blasone del’avversario, non faceva sconti è alla fine chiudeva, con un punteggio sin troppo severo per lo svizzero, 6-1 6-3. In semifinale ad attenderlo c’era il padrone di casa Griekspoor che creava non poche difficoltà all’azzurro. Causa anche qualche problema al servizio, alla fine, però, di forza e di esperienza portava a casa la partita in due set molto combattuti per 7-5 7-6. L’epilogo poi, come ampiamente detto, non è stato fortunato, rimandata, quindi, la prima vittoria su Medvedev. A Rotterdam era presente anche Sonego che non è andato oltre il primo turno, battuto da Auger-Aliassime con il punteggio netto di 6-2 6-3. Nella settimana dove a farla da padrone è stato il torneo di Rotterdam, erano in programma altri due tornei, categoria series 250, uno a Buenos Aires, nel tradizionale Argentina open, l’altro a Delray Beach in Florida per continuare la tradizione del cemento americano. Le belle notizie arrivano dal Sudamerica, dove la coppia Bolelli-Fognini si è aggiudicata il torneo di doppio, superando in finale il duo tutto latino Barrientos-Behar, in due set per 6-2 6-4. Per gli azzurri in coppia si tratta del sesto titolo in carriera, quinto sulla terra, rimarcando sempre di più l’ormai propensione di Fognini verso il doppio. Il ligure, infatti, era iscritto pure nel tabellone del singolare, dove veniva sconfitto già all’esordio dal serbo Djere in due set col punteggio di 6-4 6-4. L’altro italiano in gara era Musetti che veniva ammesso direttamente al secondo turno, in qualità di terza testa di serie. Batteva facilmente, nel turno successivo, l’argentino Cachin per 6-2 6-3, ma poi nei quarti si faceva sorprendere dal qualificato peruviano Varillas che con un doppio 6-4 lo estrometteva dalla competizione. Il torneo ha visto il grande ritorno, dopo l’infortunio e la vittoria dello spagnolo Alcaraz che in una finale meno facile di quanto possa dire il punteggio ha sconfitto l’inglese Norrie per 6-3 7-5. A Delray Beach, dove non era presente alcun italiano, vittoria dell’americano Fritz, costretto al terzo set dal serbo Kecmanovic, ma con un punteggio alquanto netto: 6-0 5-7 6-2. Italia trionfante anche nel circuito challenger, incredibile vittoria di Zeppieri al torneo di Cherbourg in Francia, al termine di una settimana giocata magistralmente e dopo aver ottenuto anche scalpi importanti. Era il francese Droguet a cadere sotto i colpi del romano in una finale giocata punto su punto e col risultato di 7-5 7-6 per l’azzurro. Al redivivo Caruso non è riuscito di bissare il successo di Zeppieri, fermato in semifinale, nel torneo di Manama in Bahrain, dall’incredibile giordano Shelbayh, vincente per 7-5 6-2.Il ranking vede immutate le prime 7 posizioni, sempre n. 1 Djokovic, seguito da Alcaraz n. 2, mentre il greco Tsitsipas resta n. 3. Segue Ruud al n. 4, con Rublev n. 5 e Nadal n. 6. Fritz nonostante la vittoria di Delray Bach resta n. 7. Grazie al successo di Rotterdam, Medvedev guadagna tre posizioni, rientra nella top ten al n. 8, scalzando Auger-Aliassime che scende al n. 9. Chiude la classifica dei primi dieci il danese Rune, che perde anch’egli un posto e scende al n. 10. La finale di Rotterdam fa salire di altri due gradini Sinner che ora è 12° e incalza la top ten. Più 2 anche per Musetti che entra tra i primi venti piazzandosi al n. 18, di contro perde un’altra posizione Berrettini, sempre fermo, il romano è ora n. 24. Anche questa settimana registriamo l’ennesimo crollo in classifica di Sonego, scende di ben 11 gradini e si attesta al n. 71. Fa peggio Fognini che perde addirittura 20 posizioni, il sanremese ormai in caduta libera è ora n. 86. Pur perdendo un posto, si mantiene tra i top cento Cecchinato, ora n.90, il palermitano è l’ultimo degli azzurri, appunto, tra i primi cento. ROBERTO ERRANTE
