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Ci voleva proprio

Dopo tante polemiche, una serata del genere ci voleva proprio. “Storta va, dritta vene” recita un vecchio adagio napoletano che descrive perfettamente le ultime ore vissute dai tifosi partenopei, tormentati prima dai punti lasciati recentemente sul campo, poi dal vespaio di polemiche innescato da un video social poco gradito da Victor Osimhen. O forse sarebbe meglio dire dal suo procuratore. Una vigilia di passione, uno strappo che sembrava inevitabile tra il bomber e la società del presidente De Laurentiis.

Tanti dubbi da sciogliere: Osimhen avrebbe giocato? E con quale spirito? Il pubblico l’avrebbe fischiato? Nessun dubbio invece per Garcia, secondo cui il nigeriano avrebbe semplicemente risposto sul campo. E ha avuto ragione il tecnico francese. Si, Napoli-Udinese 4-1 ci voleva proprio. Un calcio di rigore trasformato ci voleva proprio. Il gol di Osimhen ci voleva proprio. E anche quello di Kvaratskhelia, che non segnava da sei mesi. Finalmente ottima la prova del georgiano, che oltre al gol ha colpito entrambi i pali della porta sotto la curva B, soprattutto si è procurato il rigore del vantaggio e ha fornito l’assist per la quarta rete di Simeone.

Altre note positive: la coppia centrale formata da Ostigard e Natan si è confermata affidabile. Anguissa e Lobotka si sono ripresi il centrocampo. Lindstrom e Cajuste, subentrati nella ripresa, hanno fatto vedere cose interessanti. Un Napoli concentrato, quasi rabbioso. Di Lorenzo ha scaraventato via un paio di avversari ad inizio partita. Zielinski si è caricato la squadra sulle spalle con giocate deliziose, molto bravi anche Politano e Mario Rui. Furbo Kvaratskhelia a coprire il pallone sull’entrata ingenua di Ebosele. Il tocco sulla caviglia è sfuggita a Manganiello ma non al Var, che ha richiamato l’arbitro al monitor per correggere la sua decisione. Dalla panchina Garcia ha indicato Osimhen per il tiro dal dischetto. Ma il nigeriano ha preferito lasciare a Zielinski che ha calciato un rigore perfetto. Silvestri ha chiuso due volte la porta prima ad Osimhen e poi a Mario Rui.

Ma il momento atteso da tutto lo stadio è arrivato al minuto 39: assist di Politano, controllo e tiro di destro, palla nell’angolino. Gol di Victor Osimhen. Esultanza ancora carica di tossine, poca gioia sul volto, abbracci ai compagni, poi corsa verso la panchina a salutare Lindstrom. Forse è presto per dire che sia tornato il sereno tra le parti. Ma Osimhen ha segnato e conta soltanto questo. Nella ripresa, al 56’ assist di Politano per Kvaratskhelia che di sinistro ha preso il palo. Triplo cambio per Sottil, mentre Garcia ha richiamato in panchina Osimhen e Politano per dare spazio a Simeone e Lindstrom.

Al 68’ Kvaratskhelia ha colpito il secondo palo, questo addirittura più clamoroso, con un destro dal limite dell’area che avrebbe meritato miglior sorte. Ma il gol per il georgiano è finalmente arrivato al 74’, dopo una palla rubata a Bijol servito male da Silvestri; scavetto sul portiere in uscita e pallone appoggiato in fondo al sacco. Bello anche l’assolo di Samardzic per il gol dei friulani. Ma subito dopo Kvaratskhelia è entrato in area dalla sinistra ed ha fornito a Simeone un pallone da spingere soltanto in rete per il definitivo 4-1. Ora è facile sottolineare alcune cose ma il Napoli era sembrato in crescita sia a Braga che a Bologna, dove il risultato pieno è mancato sostanzialmente per sfortuna. La sconfitta dell’Inter ha accorciato la classifica, con parecchie persone che forse hanno capito che il campionato, in fondo, è appena cominciato. Già, questo 4-1 ci voleva proprio.

Domenico Fabbricatore