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L’Italia vince per la seconda volta consecutiva la Coppa Davis ed è campione del mondo

L’Italia ha vinto la terza Coppa Davis della sua storia, seconda consecutiva. Nuovo successo della squadra capitanata da Filippo Volandri dopo il titolo conquistato lo scorso anno. Ma stavolta gran parte del merito non va solo a Jannik Sinner, ma anche ad un Berrettini ritrovato e tornato quasi ai livelli della finale di Wimbledon e della sua permanenza nei top ten.

L’Italia conquista meritatamente e di forza la Coppa Davis 2024, bissando, quindi, il successo di 12 mesi fa, suggellando un anno formidabile, che ha visto la vittoria delle azzurre nella Billie Jean King Cup (la Coppa Davis femminile), del successo dei due Slam e alle ATP Finals di Sinner, nonché delle medaglie olimpiche di Parigi di Musetti e dalla coppia Errani-Paolini. Il punto della vittoria è arrivato, come da copione, dal numero 1 del mondo, che ha battuto per la nona volta su dieci l’olandese Griekspoor in un match più difficile e combattuto del previsto, ma che alla fine è andato quasi per naturalezza dalla parte del più forte, uno stanchissimo Sinner, arrivato a Malaga appena 48 ore dopo aver trionfato a Torino che lo aveva incoronato ‘Maestro’.

D’altra parte, l’Italia alla fase finale era arrivata da favorita, lo era diventata ancora di più dopo l’inopinata eliminazione della Spagna nei quarti proprio ad opera dell’Olanda alla sua prima finale della storia. Volandri ha riproposto le scelte della semifinale contro l’Australia, schierando nel primo singolare, contro Van de Zandschulp, Matteo Berrettini. E’ stato proprio il tennista romano l’arma in più delle ultime due gare e, soprattutto della finale. Lui che negli ultimi anni si era smarrito tra infortuni a catena e malanni vari, scendendo molto in classifica, è tornato “the Hammer”, vincente grazie ad un servizio micidiale e per la tenuta mentale. Il punto della vittoria, secondo pronostico, è poi arrivato da un Sinner esausto dalle fatiche di un anno intenso e vincente, ma, nonostante ciò presente nei momenti cruciali del match. 7-6 6-2 il punteggio contro un Griekspoor assatanato, che ha disputato, forse, la migliore partita della Davis e degli scontri diretti con Jannik. L’olandese ha impegnato severamente l’azzurro per tutto il primo set, con un servizio potente ed efficace, al quale il nostro porta colori sembrava non riuscisse a trovare le contromisure.

Ha martellato dal fondo con grandi colpi forti e precisi, commettendo pochi errori. Il primo set, quindi, con entrambi che hanno mantenuto, più o meno, con facilità il proprio servizio, ha avuto la sua logica conclusione nel tie-break, dove è venuto fuori il campione quale è Sinner, con due colpi fantastici: un diritto da fondo e una clamorosa palla corta ha ottenuto due minibreak e il primo set. Perso il primo set e per giunta in quel modo, si è sgretolata ogni certezza di Griekspoor, che pure è riuscito tra mille difficoltà a mantenere fino al 2-2, anzi dopo essere stato breakkato inizialmente da Sinner, ha subito ottenuto il controbreak, più che per meriti suoi per i troppi errori di Jannik, apparso deconcentrato per la stanchezza. L’azzurro sul 2-2 si è ripreso però nuovamente il servizio dell’avversario, ha mantenuto facilmente il suo e ne ha preso un altro portandosi sul 5-2.

Col servizio per chiudere ha avuto tre match point, sul 40-0 ma si è fatto raggiungere sulla parità, qui ha ingranato la marcia ed ha chiuso con due colpi vincenti, facendo scoppiare la festa, tra l’apoteosi del numeroso pubblico azzurro presente sugli spalti. Ancora più’ impressionante e per certi versi inattesa, almeno per la prestazione offerta, la vittoria che l’aveva preceduto, quella di Berrettini, che ha messo a segno ben 16 aces, una serie impressionante di colpi vincenti, ma soprattutto una tenuta mentale da top ten. Van de Zandschulp è stato spazzato via in due set, il primo più equilibrato, deciso da un break nel finale vinto da Matteo per 6-4, il secondo senza storia chiuso dal romano per 6-2. Berrettini aveva dato a Volandri la sua piena disponibilità, non solo per il singolo, ma anche per il doppio, o addirittura in panchina a sostenere i compagni in campo.

Alla fine, l’ha ricoperti tutti e tre, sorprendendo anche per l’intesa nel doppio con Sinner. Ora Berrettini, rientrato nella top 40, ha l’opportunità di presentarsi all’apertura del nuovo anno da testa di serie a partire Open d’Australia. E dire che la fase finale di questa edizione della Davis non era iniziata nel migliore dei modi per l’Italia, a causa di una scelta discutibile Volandri decideva di schierare Musetti nel match d’esordio dei quarti contro l’Argentina.

Il carrarino, infatti, tra l’incredulità generale offriva una prestazione negativa, crollando sotto i colpi potenti e precisi di Francisco Cerundolo che lo liquidava in due set per 6-4 6-2. Toccava ancora a Sinner risollevare le sorti della nazionale. Opposto a Baez, senza impegnarsi allo spasimo e nonostante qualche errore di troppo, la pratica veniva archiviata con un sonoro 6-2 6-1. Tutto si decideva con il doppio, i sudamericani potevano schierare la coppia collaudata di doppisti formata da Gonzalez e Molteni. A sorpresa Volandri anzicché optare per i freschi finalisti Bolelli-Vavassori, sceglieva le bocche di fuoco Berrettini-Sinner, col chiaro intento di giocarsela tutto sui loro servizi potenti. La scelta stavolta si rivelava giusta perché i due non solo erano impeccabili nel loro turno di battuta, ma conquistavano due preziosi break alternando la potenza dei loro colpi, ad altri di pura classe.

Gli argentini tornavano mestamente a casa battuti in due set per 6-4 7-5. Lo scoglio più difficile da superare era la semifinale contro l’Australia che schierava come primo singolarista Kokkinakis, giocatore molto potente, il quale proprio in Coppa Davis si esalta e dove ha ottenuto scalpi eccellenti. Poi c’era il n. 9 del ranking De Minaur, fresco partecipante alle ATP Finals e per il doppio la coppia Thompson-Ebden che alle ATP Finals era arrivata in semifinale e per questo si cercava di evitare a tutti i costi.

Era Berrettini ad esordire contro Kokkinakis, la gara si presenta subito difficilissima per l’azzurro, l’australiano è sempre lì, incalzando con servizi potenti e colpi da fondo campo altrettanto potenti e precisi. Berrettini non sfrutta le numerose palle break, morale della favola Kokkinakis vince il primo set al tie-break.

Gara tutta in salita per l’italiano che a metà della seconda partita riesce ad avere il guizzo giusto per breakkare l’avversario ed aggiudicarsela per 6-3. Si decide tutto al terzo, il set è equilibratissimo, entrambi mantengono il proprio servizio con o senza affanno. Ma sul 5-5 Berrettini cava dal cilindro un colpo magico. Riesce a recuperare di polso miracolosamente una palla e a rigettarla in slice dall’altra parte, ne viene fuori una traiettoria corta e beffarda che annichilisce Kokkinakis.

Da quel momento in poi l’australiano crolla mentalmente e per Berrettini, che di contro si è rinvigorito, diventa tutto semplice, fino alla vittoria finale per 7-5. Sul 1-0 tutto è più facile, molte ansie e preoccupazioni passano, tocca a Sinner contro De Minaur portare a casa la qualificazione. L’australiano è un tipo tosto e lo dimostra in campo, gioca alla grande, impensierisce pure Sinner ma alla fine deve arrendersi alla maggiore classe e potenza dell’azzurro che per 6-3 6-4 lo liquida senza tante storie. La finale è già storia, ora ci sarà circa un mesetto di meritato riposo, prima dell’inizio della nuova stagione che si prospetta e ci auguriamo sia ancora ricca di successi per i nostri tennisti e per la nazionale.

ROBERTO ERRANTE