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Baroni fa 90

Nella smorfia napoletana, ormai, il numero 90 non fa più paura: fa Baroni. Il pareggio della Lazio a San Siro, appunto al minuto 90, ha consentito alla compagine partenopea di essere ancora in testa alla classifica. Il Napoli si giocherà lo scudetto in casa all’ultima giornata. Come nel 90, appunto. E chi realizzó il gol della matematica? Baroni, manco a dirlo. Curiosamente proprio contro la Lazio.

Non è comunque ancora tempo di festeggiare. La formazione di Conte, in questo tormentato girone di ritorno, costellato da troppi pareggi, non ha mai dato le giuste garanzie ai propri sostenitori. Quell’unico punto di vantaggio in classifica esiste, fondamentalmente, più per demeriti dell’Inter. Ma non importa. Per l’ultimo impegno al Maradona, arriverà un Cagliari che ha appena matematicamente conquistato una meritata salvezza. Certo, senza motivazioni lo era anche il Genoa. Ormai però il tempo dei regali è finito.

Adesso tocca al Napoli mettere la parola fine a tutti i cattivi pensieri. Lo dovrà fare senza il suo allenatore, espulso nel convulso finale di Parma. La sua squadra ha pareggiato un’altra partita che andava vinta a tutti i costi, limitandosi ad attendere buone notizie da Milano. Certo, gli azzurri hanno pagato il debito con la buona sorte con tre legni. Clamoroso il palo di Anguissa, al 33’. Casuale la traversa pizzicata da Politano, con un cross sbagliato. Bravo Suzuki, infine, a deviare sulla trasversale una bomba di McTominay su punizione.

Il calcio di rigore concesso dall’arbitro Doveri al 96’, conquistato da Neres, sarebbe stato forse troppa grazia. Ed infatti il Var ha prontamente richiamato il direttore di gara, per cancellare la decisione per un precedente fallo di Simeone. Ancora una volta, i cambi operati da Conte non hanno dato un contributo efficace. Il brasiliano, subentrato al 68’, a parte l’episodio del penalty revocato non ha fatto altro. Ancor meno Billing, Ngonge e Simeone. È finita 0-0, per il punto numero 79 ad una giornata dalla conclusione. Quanto basta per essere ancora al primo posto. Ora però bisogna portare a casa il sospirato lieto fine.

Domenico Fabbricatore