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Pierpaolo Pepe, il sogno diventa realtà: “Vestire il gilet azzurro è un’emozione indescrivibile”

C’è un nome campano che porterà i colori dell’Italia ai prossimi Campionati del Mondo individuali di biliardo, in programma a Marcos Juárez, in Argentina.
Si tratta di Pierpaolo Pepe, protagonista di una stagione straordinaria che gli è valsa la convocazione in maglia azzurra dopo aver superato le durissime selezioni nazionali.

A pochi giorni dalla partenza, Pepe racconta le emozioni di un traguardo inseguito per anni.

Pierpaolo, cosa significa rappresentare l’Italia ai Mondiali?

“È un mix di emozioni indescrivibile. Vestire il gilet azzurro e rappresentare l’Italia ai Mondiali è il traguardo che mai avrei immaginato fino a quel momento. Ho trascorso le prime due notti senza dormire, a metabolizzare tutto quello che di bello mi è capitato, anche grazie a un’ottima tenuta fisica e mentale. A pochi giorni dalla partenza per l’Argentina l’adrenalina è a mille: c’è l’inevitabile tensione per l’importanza dell’evento, ma sopra ogni cosa c’è un orgoglio immenso e una voglia matta di confrontarmi con i migliori del mondo. Sapere che porterò un pezzetto d’Italia e del mio percorso su quei panni è una spinta motivazionale pazzesca.”

Una qualificazione conquistata tra 480 atleti

Il pass per il Mondiale è arrivato al termine delle selezioni disputate a Salerno, dove quasi cinquecento giocatori si sono contesi appena quattro posti disponibili.

Qual è stato il momento più difficile del percorso?

“Le selezioni di marzo a Salerno sono state una vera e propria maratona con circa 480 iscritti per soli quattro posti disponibili. Il momento più difficile è stato proprio gestire la tenuta mentale durante l’ultimo incontro valevole per l’accesso ai quattro posti disponibili. Negli ultimi tiri sono andato sotto pressione, infatti sull’ultimo tiro è stata una liberazione e un’emozione che non dimenticherò mai.”

L’Argentina e la sfida nella casa del biliardo sudamericano

Marcos Juárez rappresenta uno dei templi internazionali del biliardo e il pubblico argentino è noto per il suo calore.

Che tipo di Mondiale ti aspetti?

“Giocare in Argentina significa confrontarsi con la patria della scuola sudamericana, un biliardo fatto di grandissima intensità. Ma la sfida più impegnativa a Marcos Juárez non sarà solo tecnica: sarà la gestione della pressione ambientale. Il Club San Martín sarà una bolgia, il pubblico argentino è caloroso, competente e si fa sentire. La chiave sarà rimanere freddi, estraniarsi dal rumore e cercare di imporre il nostro gioco.”

 

Un passo alla volta

Nessun proclama, ma tanta concentrazione sugli obiettivi immediati.

Con quale obiettivo partirai?

“Il mio obiettivo personale è trovare subito il feeling con i tavoli. Fare calcoli o guardare al tabellone principale prima del tempo è un errore che a questi livelli si paga carissimo. Il traguardo finale è il sogno di tutti, ma la realtà si costruisce una partita alla volta. Per quanto mi riguarda, a Marcos Juárez ogni singolo match sarà una finale, per poi tirare le somme alla fine e vedere fin dove sono arrivato.”

Un messaggio ai tifosi italiani

Nonostante il fuso orario, tanti appassionati seguiranno le gare dall’Italia.

Cosa vuoi dire a chi farà il tifo per voi?

“Sappiamo che per colpa del fuso orario molti appassionati in Italia dovranno fare le ore piccole o connettersi in streaming nei momenti più impensabili per sostenerci. Prometto che metteremo in campo tutto il cuore, l’orgoglio e la tecnica della scuola italiana affinché il titolo resti in Italia.”

Il titolo italiano e il valore della famiglia Gomez

Prima della partenza è arrivato anche un altro risultato prestigioso: il titolo di Campione Italiano Assoluto a coppie conquistato insieme a Camilo Gomez, un successo dal forte valore simbolico.

Che significato ha questa vittoria?

“Vincere il titolo di Campione Italiano Assoluto a coppie insieme a Camilo ha un valore che va ben oltre il prestigio del traguardo sportivo. È la chiusura di un cerchio perfetto, un’emozione indescrivibile che unisce il presente, il passato e il futuro della mia vita sul panno verde.

Per me la famiglia Gomez non è semplicemente un punto di riferimento: è una parte fondamentale della mia identità, sia sportiva che umana.

Dal punto di vista sportivo, Nestor è ‘Il Maestro’ per antonomasia. Avere avuto la fortuna di crescere sotto la sua guida significa aver appreso il biliardo nella sua forma più pura. Nenè non mi insegnava solo a colpire una biglia; mi insegnava a rispettare il gioco. Vincere questo titolo italiano insieme a Camilo, portando sul gradino più alto del podio il nome Gomez impresso sul petto, è il modo più bello per onorare tutto ciò che Nestor mi ha trasmesso.

Dal punto di vista umano, il legame è ancora più profondo. Camilo per me è una guida, un compagno con cui condivido sacrifici, ore di allenamento, dubbi e passioni. Trionfare al suo fianco ha reso tutto più speciale. Questa vittoria non è solo un trofeo in bacheca, ma il coronamento di un percorso di vita condiviso con una famiglia che mi ha accolto e guidato fin dall’inizio.

Arrivare al Mondiale in Argentina con questo titolo fresco in tasca, e con questo bagaglio di emozioni è una spinta motivazionale pazzesca.”

Con talento, sacrificio e una straordinaria forza mentale, Pierpaolo Pepe si prepara così alla sfida più importante della sua carriera. In Argentina porterà con sé non solo il gilet azzurro, ma anche il sogno di un’intera nazione e la speranza di riportare il titolo mondiale ancora una volta in Italia.

Gabriel Battipaglia, AtletaMagazine.it