A Napoli trionfa Musetti che si aggiudica il derby azzurro con Berrettini, che complica la sua rincorsa alle ATP finals
E’ stata una bella settimana per il tennis internazionale e soprattutto italiano, il calendario proponeva ben tre tornei, anche se di categoria 250, comunque di una certa importanza. Ai tradizionali appuntamenti di Stoccolma ed Anversa, si è aggiunto quello di Napoli, organizzato in sostituzione dei soliti tornei cinesi, anche quest’anno cancellati. La kermesse partenopea ha fatto seguito, tra l’altro, a quella di Firenze, disputata la settimana prima. Se nel capoluogo toscano l’organizzazione è stata impeccabile, lo stesso non si può dire di Napoli, dove la manifestazione ha avuto non pochi problemi e non poche vicissitudini organizzative, nel complesso le cose sono andate molto male e in un modo decisamente inedito per un torneo di questa rilevanza. E dire che Napoli non ospitava un evento tennistico di questa importanza da molti anni, quando vi fu l’incontro di Coppa Davis contro il Regno Unito nel 2014. Come nelle precedenti occasioni, è stato costruito appositamente un campo alla Rotonda Diaz, con il mare a pochi metri da una parte, e una suggestiva vista sulla città, dall’altra. Gli altri campi erano i tre del Tennis Club Napoli, il circolo che ha organizzato il torneo, a pochi metri da quello principale. La collocazione aveva ricevuto il favore di tutti gli addetti ai lavori, Federazione compresa. Si è pensato di costruire una pedana di cemento sui campi in terra battuta esistenti, proprio per non rovinare la superficie. Ma ben presto sono emersi i primi problemi, addirittura ancor prima che cominciasse ufficialmente il torneo. Qualche giorno prima dell’inizio, infatti, vuoi la salsedine dovuta alla vicinanza al mare, vuoi una giornata di pioggia, il cemento ha cominciato a scrostarsi, i campi visibilmente rovinati, con increspature e avvallamenti che non permettevano di giocare e il terreno che si sfaldava sotto i piedi dei tennisti. Si è dovuto, così, ricorrere ad una soluzione d’emergenza, le partite di qualificazione, in programma nel weekend, erano state quindi spostate in un altro circolo, il Tennis Club Pozzuoli, e quelle del sabato rinviate a domenica. Se le cose sono andate male dal punto di vista organizzativo, tanto che si era pensato addirittura di spostare il torneo, non sarebbero potuto andare meglio,invece, dal punto di vista sportivo, dove abbiamo assistito a match molto spettacolari, in alcuni casi tiratissimi e, soprattutto, con una finale tutta azzurra tra Matteo Berrettini e Lorenzo Musetti, la prima tra italiani in Italia in oltre trent’anni. Con un match perfetto ha vinto Musetti, il più in forma dei due in questo momento, a coronamento di una grande settimana. Per il carrarese è il secondo in carriera dopo il trionfo di Amburgo. Berrettini ha lottato solo nel primo set poi nel secondo ha iniziato a sbagliare un po’ troppo e, non sorretto dal servizio, si è definitivamente arreso. Questo nulla toglie a Musetti che ha giocato davvero bene mettendo in mostra ottime accelerazioni e grandi variazioni di ritmo. Con questo successo il toscano è salito al n. 23 del mondo, mentre Berrettini, che comunque diventa n. 14, manca la grande occasione di recuperare punti in chiave Atp Finals. Un obiettivo che ora appare sempre più difficile per il tennista romano. Al via vi erano ben 7 azzurri, Musetti, in virtù della sua classifica, esordiva direttamente al secondo turno, dove iniziava la sua marcia trionfale che lo vedeva vincere senza aver perso nemmeno un set. All’esordio si sbarazzava del serbo Djere per 7-5 6-3, poi travolgeva il colombiano Galan per 6-3 6-0 e in semifinale non aveva difficoltà ad eliminare il pericolo Kecmanovic, 6-3 6-4, lo score. In finale con Berrettini solo il primo set risultava combattuto, tant’è che si arrivava al tie-break vinto da Musetti per 7-5. Nel secondo Berrettini accusava un vistoso calo e per il carrarese era un gioco da ragazzi vincere set e match per 6-2. Un po’ più difficoltoso il cammino di Berrettini che si prendeva subito la rivincita con Carballes Baena, dopo la clamorosa eliminazione di Firenze,il romano vinceva facilmente in due set 6-4 6-2.Altra vittoria netta, nei quarti, con il giapponese Daniel, che veniva battuto per 6-2 6-3, ma poi in semifinale il romano doveva fare tanta fatica per aggiudicarsi l’incontro con l’americano Mc Donald. Dopo aver perso il primo set per 6-3, Berrettini doveva giocarsi tutte le chances di qualificazioni al tie-brak, vinto per 7-2, per poi riuscire a prendere l’inziativa del gioco e vincere il terzo per 6-3. In finale, come, ampiamente detto, contro un Musetti ingiocabile il romano ha potuto opporre poca resistenza. Degli altri italiani in gara, Fognini non va oltre il secondo turno, dopo aver superato a fatica in tre set il francese Grenier, veniva travolto dallo spagnolo Carreno-Busta che gli lasciava solo due games, 6-1 6-1 lo score. Ancora una grande delusione per Sonego, tornato ad essere quello prima di Metz, battuto subito all’esordio dall’argentino Baetz in due set. Tutti sconfitti al primo turno, invece, i giovani azzurri presenti nel tabellone principale. Cobolli nulla poteva contro Kecmanovic, stesso discorso per Passaro contro Mc Donald. Più combattuto e con tanti rammarichi, invece, il match di Nardi contro il francese Moutet. Il marchigiano riusciva a vincere il primo set al tie-break, ma poi perdeva il secondo ugualmente al tie-break, nel terzo si disuniva, veniva fuori la maggiore esperienza dell’avversario che non gli lasciava scampo. Negli altri due tornei in programma, quello di Anversa se lo aggiudica Auger-Aliassime che nel derby nordamericano ha battuto in due set, 6-3 6-4, l’americano Korda. Clamoroso, ma non tanto, invece, a Stoccolma dove a vincere è il danese, sempre più enfant-prodige, Rune che in finale ha regolato in due set nientemeno che Tsitsipas. Notizie ottime per i colori azzurri arrivano anche dal circuito dei challenger, dove si registra un nuovo successo del giovane Bellucci, che si aggiudica il torneo di Vilna battendo in finale il turno Ilkel col punteggio di 1-6 6-3 7-5. A Coquimbo in Cile vittoria in doppio per Agamenone, in coppia con l’argentino Casanova, ha dattutto il duo polacco-svizzero Drzewiecki-Paul per 6-3 6-4. Il ranking vede tutto immutato fino alla posizione n. 8: sempre primo Alcaraz, secondo Nadal, terzo Ruud, quarto Medvedev, quinto Tsitsipas, sesto Zverev, settimo Djokovic e ottavo Rublev. Guadagna una posizione Auger-Aliassime ora n. 9, mentre ne perde una Fritz che chiude la top ten. Sinner, primo degli italiani, è fermo al n. 12, mentre guadagna due posti Berrettini che ora è n. 14. Un gradino lo sale anche Musetti che si avvicina alla top 20, ora è n. 23, Sonego, nonostante l’eliminazione precoce, guadagna due posizioni e sale al n. 48. Guadagna addirittura 5 posti Fognini che ora è n. 59, il sanremese è l’ultimo degli azzurri tra i primi cento.
ROBERTO ERRANTE
