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Torna il “maestro” Djokovic, entra nella storia vincendo il 6° titolo alle ATP Finals . Batte in finale Ruud ed eguaglia il record di Federer

Anche quest’anno Torino ha fatto da degna cornice alle ATP Finals che si sono disputate al Pala Alpitour, il pubblico presente ha potuto assistere a match di altissimo livello, d’altronde eccezion fatta per Alcaraz e Zverev, c’erano tutti i big. Resta solo il rammarico per l’assenza degli italiani, per i quali questa manifestazione pare stia diventando maledetta. Ha vinto Novak Djokovic, a dispetto della classica era il favorito n. 1 e ha mantenuto fede ai pronostici, dominando il torneo non senza faticare come nella semifinale, quando soltanto dopo due complicatissimi tie-break è riuscito a prevalere sul coriaceo americano Fritz. Il Maestro è ancora lui, a 35 anni e 182 giorni è il più anziano vincitore del Masters, il serbo, dunque, riscrive ancora una volta la storia del tennis vincendo il 6° titolo alle ATP Finals, eguagliato il recordman di tutti i tempi Roger Federer: battuto in finale il norvegese Casper Ruud, n.3, con i parziali di 7-5, 6-3. Djokovic, reduce da un’annata molto complicata a causa del Covid e della sua posizione no vax che lo ha tenuto fuori da tornei importanti, chiude da imbattuto la sua settimana piemontese e può gioire su due fronti. Con i 1500 punti raccolti, il serbo scala la classifica ATP e torna al n°5 del ranking. Grazie ai cinque successi, porta a casa il cospicuo assegno di quasi cinque milioni di dollari (4,7 milioni, per l’esattezza, il premio più alto mai assegnato al vincitore di un singolo torneo) che gli spetta. In attesa di rivederlo in Australia, a gennaio, a caccia di nuovi record. La formula era sempre la stessa, l’ormai collaudata divisione degli otto partecipanti in due gironi all’italiana, o per dirla in gergo tennistico due “round robin”. Il primo girone era composto da: Nadal, Ruud, Auger-Aliassime e Fritz. L’altro gruppo, invece, presentava: Tsitsipas, Medvedev, Rublev e Djokovic. Nel primo raggruppamento vi era la resa di Nadal che veniva eliminato dopo aver perso all’esordio contro Fritz, il quale dopo aver vinto il primo set al tie-break, nel secondo infliggeva al maiorchino un sonoro 6-1. Poi era la volta di Auger-Aliassime a sbarazzarsi agevolmente dello spagnolo in due set, che poi salvava la faccia nell’ultimo match regolando Ruud già qualificato. Segnali per un Nadal che si sta avviando lentamente a lasciare il testimone, dopo decenni di trionfi e records. Accedevano in semifinale Ruud e Fritz con due successi e una sconfitta ciascuno, ma passava come primo proprio il norvegese in virtù della vittoria nello scontro diretto. Nel secondo gruppo vi era il crollo di Medvedev capace di collezionare tre sconfitte su tre, seppure tutte al terzo set e seppure al termine di incontri combattuti.  67 63 76 contro Rublev, 63 67 76 contro Tsitsipas ed infine 63 67 76 contro Djokovic. Proprio il serbo ha stradominato il girone superando in scioltezza in due set Tsitsipas e Rublev e poi veniva fuori dalla battaglia con Medvedev. L’altro semifinalista era Rublev con due partite vinte su tre, contro Medvedev e Tsitsipas. Semifinali incrociate che vedevano contrapposti Ruud a Rublev e Djokovic a Fritz. Nella prima gara Ruud si sbarazzava facilmente del russo Rublev in 2 set, 6-2 6-4 lo score. Decisamente più combattuta e più spettacolare la seconda partita, dove c’è voluto il Djokovic dei tempi migliori per sopraffare lo scatenato americano Fritz, soltanto dopo due serrati tie-break. La finale è storia e, come già detto, ha incoronato il maestro serbo. Il torneo di doppio è stato vinto dalla coppia anglo-americana Salisbury- Ram, contro i favoritissimi croati Mektic-Pavic per 7-6 6-4. L’ultimo e definitivo ranking, almeno per quanto riguarda le prime posizioni, resta da giocare qualche challenger che potrebbe variare la classifica delle retrovie, vede qualche movimento tra i top ten. Primo sempre Alcaraz, fermo per infortunio, seguito al n. 2 da Nadal, mentre si riprende la terza posizione Ruud. Scende al n. 4 Tsitsipas, risale, invece, al quinto posto Djokovic, che grazie alla vittoria alle finals guadagna ben 3 posizioni. Immutata al n. 6 la posizione di Auger-Aliassime, perde due posti Medvedev ora n. 7, ne perde uno pure Rublev che scende di un gradino ed è n. 8. Resta 9° Fritz, rientra tra i primi dieci Hurkacz. Primo degli italiani rimane Sinner al n. 15, seguito da Berrettini fermo al n. 16. Musetti è stabile al n. 23, Sonego sale di una posizione ed è 45°, classifica invariata per Fognini al n. 56, ultimo degli azzurri tra i primi cento.

ROBERTO ERRANTE