Tempi di recupero
Ancora convalescente e alla ricerca dell’identità perduta, il Napoli è perlomeno tornato al gol e alla vittoria, in un derby contro la Salernitana reso ancora più complicato dalla splendida realizzazione con cui Candreva, ormai abbonato alle prodezze, aveva portato in vantaggio gli ospiti dopo una mezz’ora di noia pressoché totale. Che possa essere questa la scintilla giusta per la risalita, è difficile da dire. Anche perché la formazione partenopea è ancora tormentata dagli infortuni e dagli affanni di un gioco smarrito da tempo. Il suo allenatore, Walter Mazzarri, alla vigilia si è assunto tutta la responsabilità dalla debacle di Torino, colpa a suo dire di un richiamo di preparazione importante. Restano però, anzi aumentano, le troppe assenze, tra infortuni, squalifiche e coppa d’Africa, a non rendere particolarmente ottimisti i tifosi in vista della Supercoppa d’Arabia.
Due le novità proposte dal tecnico toscano nell’undici iniziale: in avanti Simeone al posto di Raspadori e a centrocampo Gaetano in luogo di uno Zielinski nemmeno convocato, pare a causa di un affaticamento muscolare. Nei primi minuti di progressi se ne sono visti davvero pochi. Il solito Napoli compassato e poco incisivo è andato sotto al primo tiro in porta della partita. Bellissimo il destro dai venticinque metri di Candreva, che ha fatto calare sulla platea di Fuorigrotta l’incubo dell’ennesima sconfitta. Ma ancora una volta, per la Salernitana sono stati fatali i minuti di recupero. Al termine del primo tempo, netto quanto ingenuo il calcio di Fazio a Simeone. Inutili le recriminazioni. Altrettanto il volo di Ochoa, che pure aveva intuito l’angolo giusto sulla conclusione perfetta di Politano, tornato titolare dopo aver scontato il turno di squalifica.
Nel secondo tempo il Napoli è parso leggermente in crescita. Cajuste ha sfiorato la rete prima con un colpo di testa da azione d’angolo poi con una bella conclusione dal limite dell’area. Mazzarri ha tolto Gaetano per Raspadori, poi uno stanco Politano è stato sostituito da Zerbin, con Lindstrom ancora a guardare. L’infortunio muscolare capitato a Cajuste ha costretto poi l’allenatore livornese a mandare in campo l’ultimo centrocampista rimasto, vale a dire quel Diego Demme da tempo immemore ai margini del progetto. Kvaratskhelia, ancora lontano parente del calciatore che aveva ammaliato tutti un anno fa, ha sfiorato due volte la rete del vantaggio con due belle azioni personali, fermato una volta dalla deviazione fortuita di Lovato e poi dalla respinta di piede di Ochoa. Ma il 2-1 è arrivato al minuto 96. Calcio di punizione battuto neanche tanto bene da Raspadori, con Fazio ha ostacolato involontariamente il proprio portiere. Il pallone è stato raccolto da Demme che di testa ha toccato per Rrahmani, che da pochi metri ha trovato lo spiraglio giusto per un gol di fondamentale importanza.
Domenico Fabbricatore
