Una di meno
Un altro turno di campionato è volato via. La distanza tra le due contendenti, entrambe vittoriose per 1-0, è rimasta invariata. Molto più sofferto, pertanto anche più pesante, il successo ottenuto dagli uomini di Conte al Via del Mare. Una sfida zeppa d’insidie, al cospetto di un avversario in piena lotta per non retrocedere, con il dente avvelenato per il mancato rispetto percepito da parte della Lega, che aveva rimandato soltanto di due giorni il match con l’Atalanta, nonostante il gravissimo lutto della scomparsa improvvisa del giovane fisioterapista Graziano Fiorita.
Omaggio floreale dei dirigenti partenopei, poi minuto di raccoglimento sporcato da qualche urlo di troppo, successivamente partita sospesa per diversi minuti per lancio di fumogeni da parte della curva del Lecce, che dalla totale ragione hanno seriamente rischiato di passare dalla parte del torto. Per fortuna tutto e rientrato e la gara si è disputata regolarmente, nonostante un’atmosfera tutt’altro che idilliaca, già minata alla vigilia dal caso biglietto del settore ospiti. Con l’infortunio di Buongiorno, che ha chiuso anzitempo la stagione, il tecnico salentino ha spostato Olivera al centro al fianco di Rrahmani.
Non un azzardo, perché è un ruolo che l’uruguaiano ricopre spesso in nazionale. Spinazzola esterno basso a sinistra e Raspadori in attacco, in un modo fluido che è variato spesso dal 3-5-2 al 4-4-2. Prima della sospensione per le intemperanze della curva di casa, il Napoli aveva trovato il vantaggio dopo appena un minuto, con Lukaku che aveva deviato in rete un cross basso di Politano. Millimetrico il fuorigioco dell’attaccante belga e marcatura annullata dopo lunga revisione in sala Var.
A trovare il gol decisivo ci ha pensato Raspadori al 23’, con un calcio di punizione dal limite calciato sul palo del portiere, disturbato all’ultimo istante da McTominay che aveva precedentemente fintato il tiro. Il Lecce ha sfiorato il pareggio al 37’ con la traversa colpita da Gaspar, bravo ad anticipare tutti di testa da azione d’angolo. Nella ripresa, forfait di Lobotka, sostituito da Gilmour al 52’.
Il Napoli ha lasciato l’iniziativa ai salentini, arretrando troppo il raggio d’azione senza riuscire più ad imbastire manovre convincenti. Non che gli uomini di Giampaolo abbiano creato vere occasioni da rete. Ma il triplice fischio dell’arbitro Massa è stato accolto come una liberazione, da una squadra che ha sofferto oltre il lecito, portando comunque a casa 3 punti pesanti. In serata, poi, l’Inter ha risposto vincendo 1-0 contro un Verona mai pericoloso. E dunque le distanze sono rimaste invariate. Ma con una partita in meno al traguardo.
Domenico Fabbricatore
