Napoli, entra Petagna e sbanca Genova. Sorride Spalletti
Meglio un minuto da “vero nueve” che 83 da “falso nueve”. Potrebbe essere questo il proverbio del Napoli, vittorioso a Marassi con l’ultima delle sue soluzioni. Quell’Andrea Petagna, centravanti di mestiere, che ha dovuto attendere 83 minuti prima che il suo allenatore si decidesse a schierarlo in campo. E Petagna ha impiegato un solo giro di lancette per correggere in rete, di testa, un calcio di punizione di Mario Rui, risolvendo una sfida che si era complicata e non poco, contro un Genoa voglioso di riscattare la brutta sconfitta all’esordio con l’Inter. Con Osimhen squalificato, Spalletti ha provato a giocare con il tridente leggero, schierando Insigne al centro dell’attacco. Il famoso “falso nueve”, ruolo inedito per il capitano. A sinistra Lozano, a desta Politano. A centrocampo, Elmas è stato confermato al posto dell’infortunato Zielinski. In cabina di regia, Lobotka, poco impiegato la scorsa stagione, ha disputato una partita convincente. Il Napoli è sceso in campo con la voglia di prendere subito in mano le redini del gioco. E dopo appena 2 minuti, gli ospiti hanno costruito una grande occasione, con Lobotka che ha allargato per Politano che ha trovato un buon cross dalla linea di fondo, con Lozano che di testa ha mandato alto. Poi è salito in cattedra Insigne, che prima ha colpito il palo alla destra di Sirigu, con un destro deviato da Vanheusden. Poi si è liberato con un tocco di classe di ben tre difensori genoani, calciando però di destro troppo centrale, trovando la deviazione del portiere rossoblu. Non è andato affatto male Insigne al centro dell’attacco. Ma il vantaggio del Napoli è arrivato proprio quando il capitano si è spostato a sinistra, nel suo ruolo più congeniale. Al 39’, un destro telecomandato del talento di Frattamaggiore ha pescato sull’altro lato Politano, che è entrato in area per poi appoggiare il pallone all’indietro per Fabian Ruiz. Elegante la finta dello spagnolo ad eludere un avversario e chirurgico il sinistro a trovare l’angolo lontano. Una conclusione impossibile da prendere per Sirigu. Con il Napoli in vantaggio, nella ripresa Ballardini ha rotto gli indugi, inserendo in campo Buksa e Pandev in luogo di Ekuban ed Hwrnani. Saranno proprio i nuovi entrati i protagonisti dei primi minuti del secondo tempo, insieme a Meret. Il portiere del Napoli si è distinto nel bene ma anche nel male. Fondamentale, il friulano, al 49’, per strozzare l’urlo del gol a Ghiglione, che ha sparato a rete da ottima posizione ma si è visto respingere la sua doppia conclusione prima dall’estremo difensore azzurro e poi da Mario Rui. Infine, dal limite, Rovella ha tirato fuori. Poi Meret ha sbagliato una presa alta una prima volta senza il disturbo di nessuno, fortunato a ritrovare la sfera senza conseguenze. Poco dopo, disturbato da Buksa, il friulano ha perso di nuovo palla con Pandev che ha appoggiato a rete a porta vuota. Pareggio. Anzi no. L’arbitro Di Bello, invitato dal Var, è andato a rivedere l’azione al monitor ed ha cambiato idea, annullando il gol dell’ex. Ma il pareggio del Genoa è arrivato al 69’, con Ghiglione che ha trovato un bel cross dalla destra e con Cambiasso che ha sorpreso Di Lorenzo alle spalle, segnando il suo primo gol in serie A. La prima mossa di Spalletti per provare a vincere la partita è stato inserire Ounas al posto di Lozano, con l’algerino a fungere da prima punta. Infine, è arrivato il momento di Petagna, in campo al posto di uno stremato Politano. E il centravanti di mestiere ha impiegato un solo minuto per girare in rete un calcio di punizione di Mario Rui. Nel finale, primi minuti azzurri anche per l’unico acquisto Juan Jesus, in campo per sostituire il nervosissimo terzino portoghese. In attesa di ospitare la Juventus, dopo la sosta, il Napoli ha pertanto incamerato altri 3 punti preziosi.
Domenico Fabbricatore; Atletamagazine.it
