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Botte di Natale

Premessa doverosa: il Napoli ha giocato malissimo. Molle a centrocampo, con un Anguissa spaesato e un Zielinski con la testa altrove. Spuntato in attacco, con Kvaratskhelia che ormai non salta più l’uomo e Osimhen in serata poco ispirata. Pertanto, la formazione di Mazzarri ha le sue colpe. Il resto lo ha fatto una gestione non certo illuminata dell’acerbo direttore di gara Andrea Colombo di Como. Mandato, chissà perché, a dirigere una sfida non ancora alla sua portata. Roma-Napoli è stato un pessimo spot per il calcio italiano. Una partita che non si è mai giocata, buttata sin da subito sul piano della provocazione e del fallo sistematico. La squadra che ha commesso senz’altro più infrazioni è stata la Roma.

Ma a finire in nove è stato il Napoli. Non tutto torna, nel contesto di una pessima pagina di sport. Ha vinto la compagine che ha creato qualcosa in più, perché nel primo tempo Bove ha accarezzato la traversa, per poi vedersi respinto un tiro dalla corta distanza da un ottimo Meret. Ma a pesare, alla fine, è stata l’espulsione ingenua di Politano, che ha rimediato il rosso diretto per un calcetto di reazione rifilato a Zalewski, a seguito dell’ennesimo fallo tattico. Piuttosto casuale il gol decisivo realizzato da Pellegrini al 76’, bravo a girare in rete un assist involontario, scaturito da un tiro sbagliato di El Sharawy. Nel totale, sono stati quattordici i cartellini gialli sventolati dall’arbitro, che ha ammonito anche entrambi gli allenatori, nonché due volte Victor Osimhen, costringendo gli azzurri alla doppia inferiorità numerica. Il secondo gol di Lukaku è arrivato al 96’, con il Napoli addirittura in otto per l’infortunio alla spalla di Natan. Sconfitta brutta, partita bruttissima.

Domenico Fabbricatore