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Cosa resterà di questo 2023?

Il 2023, anno dello storico terzo scudetto, si è chiuso con un malinconico 0-0 in casa contro il Monza. Ed è andata pure bene. Perché Pessina, al minuto 68, ha tirato malissimo il rigore del possibile successo, facendosi addirittura bloccare la conclusione da un Meret infortunato. Assenze importanti, certo: Osimhen e Politano squalificati, Natan infortunato e Lobotka recuperato all’ultimo minuto. Mazzarri, che sta riuscendo nell’impresa di fare peggio di Garcia, ha scelto Raspadori attaccante e Zerbin a destra del tridente.

Pochi minuti ancora a disposizione per il fantomatico colpo estivo Lindstrom, nonché per un Simeone che sarebbe stato forse più utile alla causa offensiva. Parate importanti di Di Gregorio, certo: nel primo tempo su Anguissa e nella ripresa su Kvaratskhelia e soprattutto sul subentrante Gaetano, in pieno recupero. Ma il Napoli è in una fase di scarsissima convinzione. E anche le rare occasioni da rete si trasformano in una sorta di passaggi al portiere. Insomma, cosa resterà di questo 2023? Forse solo lo scudetto sul petto, che gli azzurri dovranno cercare, nei limiti del possibile, di non infangare ulteriormente.

I troppi errori di presunzione commessi stanno pesando come un macigno. Sarà compito di De Laurentiis rimediare alle proprie magagne, con un mercato di riparazione all’altezza, che si è aperto paradossalmente con una cessione, quella del duttile centrocampista Elmas. Al momento il Napoli è lontanissimo non solo dalla vetta ma anche dal quarto posto. Recuperare il terreno perduto sarà l’obiettivo, alquanto difficile, del 2024.

Domenico Fabbricatore; AtletaMagazine.it