Due lampi nel buio
Ancora lontano dalla forma migliore, il Napoli ha patito troppo anche contro un Verona penultimo in classifica e rivoluzionato dal mercato. Però ha vinto. Ancora una volta 2-1, ancora una volta in rimonta. Per ora i tifosi devono accontentarsi, in attesa di tempi migliori. Quando al minuto 72 il giovanissimo Diego Coppola ha trovato il primo gol in serie A, deviando di schiena una punizione battuta da Suslov, nessuno allo stadio si era sorpreso più di tanto, in quanto gli ospiti stavano giocando meglio dall’inizio del secondo tempo. Sul punto di precipitare in una crisi profonda, gli azzurri si sono aggrappati all’ex di turno Ngonge e ad una perla di Kvaratskhelia.
E’ stata una sfida decisamente dai due volti. Perché i padroni di casa, tornati al 4-3-3 con il rientro di Anguissa a centrocampo, nel primo quarto d’ora avrebbero potuto indirizzare la gara a proprio favore. C’è stato l’episodio del fallo di Cabal in area su Kvaratskhelia, non ravvisato dall’arbitro e dal Var. Poi il georgiano ha calciato due volte dal limite, trovando in entrambi i casi la pronta risposta di Montipò. Addirittura miracoloso il portiere veronese sulla seconda conclusione, scagliata al volo di destro con una coordinazione perfetta, bloccata praticamente sulla linea. La squadra di Mazzarri è però calata vistosamente, già sul finire della prima frazione. Il secondo tempo è iniziato con il cartellino giallo rimediato da Mario Rui, che gli costerà la squalifica per la trasferta di Milano. Dal conseguente calcio di punizione, Coppola ha avuto l’occasione per il vantaggio ma ha tirato fuori da ottima posizione.
Un minuto dopo, Gollini è stato costretto alla deviazione in calcio d’angolo sulla conclusione da fuori area di Lazovic. Sul susseguente tiro dalla bandierina, Cabal di testa ha sfiorato il palo. Mazzarri ha tolto Mario Rui per inserire Mazzocchi. Montipò ha sfoderato un’altra bella parata su Simeone, servito molto bene da Juan Jesus. Altri cambi in casa partenopea: fuori Politano e Cajuste, dentro Ngonge e Lindstrom, schierato da trequartista. Ma è stato il Verona a sottolineare il momento negativo dei padroni di casa, trovando la rete del vantaggio. Il Napoli ha però risposto con una reazione d’orgoglio e gli ultimi minuti sono stati giocati niente male. Ancora Montipò ha strozzato l’urlo in gola alla platea di Fuorigrotta, con una doppia respinta, prima su Mazzocchi e poi su Lindstrom.
Ma al 79’ il danese, autore della migliore prestazione in maglia azzurra, si è inserito ottimamente in area, ha messo a sedere Duda con una finta a rientrare ed ha offerto un cioccolatino per Ngonge, che ha trovato lo spiraglio giusto per il pareggio, grazie alla deviazione di Dawidowidcz. Simeone, servito forse in ritardo da Kvaratskhelia, ha fallito il gol del vantaggio. Ultimi cambi per Mazzarri, che ha tolto proprio l’argentino e Lobotka per affidarsi a Raspadori e Dendoncker. Il 2-1 è arrivato al minuto 87, grazie a un destro meraviglioso di Kvaratskhelia, semplicemente imparabile all’incrocio dei pali.
Domenico Fabbricatore
