In testa al gruppone
Dopo un terzo di campionato, in serie A regna un equilibrio incredibile. Nel posticipo serale, Inter-Napoli è finita 1-1. La “maglia rosa” del torneo è sempre la squadra di Conte, capolista solitaria da sette giornate. Ma in appena due punti sono racchiuse addirittura sei squadre. Ricapitolando: azzurri primi con 26 punti. Appena dietro, in rigoroso ordine alfabetico, Atalanta, Fiorentina, Inter e Lazio a 25. La Juventus è sesta con 24.
Analoga situazione in coda, con altrettante squadre racchiuse nello stesso misero fazzoletto. Per quanto riguarda la situazione di vertice, comunque, per gli azzurri il trittico lombardo si è concluso senza particolari problemi: 4 punti portati a casa nelle sfide con Milan, Atalanta e Inter. Quanto è bastato per restare in vetta, alla terza sosta comandata. Non è tempo di fughe: il gruppo prosegue compatto come non mai nelle ultime stagioni. Il Napoli è primo. Ma deve migliorare. Soprattutto per quanto riguarda le prestazioni dei singoli. Nel complesso, la squadra è coesa e riesce a reggere bene agli urti avversari, con la sola eccezione, a parte il nefasto esordio, della partita interna con l’Atalanta.
Ma ci sono ancora troppi nodi da risolvere. Principalmente in attacco. Romelu Lukaku per l’ennesima volta non ha creato pericoli. Stavolta è stato il rientrante Acerbi a tenerlo bene a bada. Alternative convincenti al belga, poi, non ce ne sono. Ad esempio, forse sarebbe stato chiedere troppo alla buona sorte. Però quel pallone al 94’ capitato sul piede destro di Simeone, subentrato appunto a Lukaku, è stato veramente un peccato vederlo scappare via sopra la traversa. Ancora una volta evanescente Kvaratskhelia, che ormai non salta un avversario in dribbling da tempo immemore. Nel complesso, non si può dire che Meret abbia disputato una brutta partita. Ma quel tiro di Calhanoglu al 43’ non lo doveva assolutamente sorprendere.
La buona notizia è che a centrocampo è tornato Lobotka, subentrato al 59’ a Gilmour dopo un infortunio che è durato un po’ più del previsto. Lo slovacco dovrà adesso recuperare un minimo di confidenza con il campo e d’intesa con i compagni. Un Napoli, quindi, che ha il dovere di migliorare ma che comunque è in testa alla classifica e che ha strappato un punto importante in casa dei campioni d’Italia. Conte è venuto a San Siro con l’idea di pareggiarla. Senza disprezzare qualcosa di più, certo, con l’imperativo categorico però di non perdere.
I partenopei sono passati in vantaggio al primo tiro in porta. Dagli sviluppi di un calcio d’angolo battuto al 23’ da Kvaratskhelia, McTominay si è scagliato con perfetto tempismo sul pallone toccato da Rrahmani, beffando così la difesa di Inzaghi. Il pareggio è arrivato con la conclusione dai trenta metri di Calhanoglu, sulla quale Meret poteva fare di più.
Nella ripresa l’Inter ha giocato meglio. Ma il Napoli ha rischiato di perderla solo sulla decisione di Mariani di punire con il calcio di rigore un contatto lievissimo tra Dumfries e Anguissa. La battaglia contro i cosiddetti “rigorini”, portata avanti dalla stampa del nord dopo la massima punizione concessa agli azzurri a Empoli, chissà se troverà altri paladini, dopo questo regalo che l’arbitro stava confezionando ai nerazzurri. L’infallibile Calhanoglu ha centrato in pieno il palo alla destra di Meret, sbagliando pertanto il suo primo calcio di rigore in serie A. E’ finita dunque in parità. Dopo la sosta per le nazionali, il campionato ripartirà con il Napoli ancora davanti a tutti in classifica.
Domenico Fabbricatore
