Kvara is over
Kvara is over
E questo mó chi è? Ma come si chiama? Cioè come si pronuncia? Domande a risposta multipla, voci incontrollate, brusii di un’estate insospettabile. Quella del 2022, quando nessun tifoso del Napoli poteva nemmeno lontanamente immaginare a quello storico scudetto tanto atteso e poi giunto all’improvviso.
Fu quella l’estate degli addii, tra gli altri, di Mertens e Insigne, padroni indiscussi per anni di quella fascia a sinistra. Al loro posto ecco arrivare l’illustro sconosciuto dal nome impronunciabile: Kvicha Kvaratskhelia. “Secondo me giocherà Elmas” (risate). Ultime parole famose prima che un talento deflagrante spazzasse via ogni incertezza. Un gol di testa e un assist a Verona, un gol di destro, con tanto di “tiraggiro” e uno di sinistro all’esordio al Maradona. Due botte terrificanti di destro contro la Lazio, una sul palo l’altra a decidere il primo big match in trasferta. E così via, in un crescendo emozionante di meraviglia, con un’intesa con il compagno Osimhen sempre più bella e maledetta (per gli avversari).
Faccia pulita da bravo ragazzo, numero 77 sulla schiena, una simpatica marea di tifosi al seguito con tanto di bandiera bianca e rossa diventata sempre più familiare. Per quelle generazioni di tifosi partenopei che non avevano visto Maradona, Kvicha Kvaratskhelia è stato amore a prima vista. Impressionante, perlomeno il primo anno. Il gol al Sassuolo, poi quello all’Atalanta: una gioia per gli occhi. Fino a marzo. Poi qualcosa è cambiato. Colpa di un contratto sproporzionato al talento o cos’altro? Fatto sta che niente è stato più come il primo anno. O forse si: l’ingaggio. Il pomo della discordia. Ha fatto male De Laurentiis a non adeguare la retribuzione alla qualità del georgiano? Per i detrattori del patron azzurro, certamente si. Che poi sono gli stessi che hanno detto che ha fatto male a rinnovare a Osimhen.
Per certa gente, il presidente sbaglia a prescindere. Sia inteso, Kvaratskhelia meritava senz’altro un riconoscimento, che poi comunque ha rifiutato nei mesi a venire. Ad ogni modo, nella stagione con lo scudetto sul petto, si è visto un calciatore diverso. Gol e assist non sono mancati. Ma non era più come prima. C’era meno gioia sul suo giovane volto, la magia dell’esordio era inesorabilmente sparita. Ci ha provato Antonio Conte a riproporla, senza riuscirvi. Eppure gol e assist non sono mancati nemmeno in questo girone d’andata. Ma la bellezza, quella del primo anno, quella no, non si è più vista. La platea di Fuorigrotta l’ha ritrovata piuttosto in un altro calciatore, già diventato idolo: David Neres. Un infortunio di Kvicha, prima reale poi diplomatico, ha spianato la strada al brasiliano, inizialmente utilizzato con parsimonia e soltanto nei minuti conclusivi.
Se ne deve essere accorto anche Kvara che quel posto da titolare non era poi tanto scontato. Forse è stata questa la goccia a far traboccare un vaso già colmo da tempo. Non è la prima volta che il Psg fa spesa in riva al golfo. Lavezzi, Cavani, Fabian Ruiz. Qualcuno pensa che prossimamente toccherà anche ad Osimhen, dopo lo scalo a Istanbul. Intanto, per adesso a Parigi ci va Kvaratskhelia. Per un indennizzo da 75 milioni di euro circa ed un contratto fino al 2029 da 10 milioni annui al calciatore. Un affare, forse per tutti. Resta solo da capire se effettivamente non valesse la pena attendere soltanto altri quattro mesi.
Domenico Fabbricatore
