L’importante è finire
Una stagione che, ormai, deve soltanto finire. Possibilmente alla meno peggio. Nell’anno dopo il terzo scudetto, il Napoli sta davvero riscrivendo tutte le leggi di Murphy. Emblematico quanto successo all’inizio del secondo tempo della partita contro il Torino. Pasquale Mazzocchi, laterale napoletano di nascita e tifoso azzurro da sempre, appena arrivato come primo acquisto di riparazione, ha sostituito l’ormai perennemente abulico Zielinski. E’ entrato in campo correndo, con negli occhi la voglia di spaccare il mondo.
Un primo cross niente male, poi ha quasi spaccato la gamba dell’avversario, rimediando un cartellino rosso in meno di cinque minuti. Una sfida che già si era messa male nella prima frazione, è finita in quel momento. Torino-Napoli, a marzo dell’anno scorso, fu il punto più alto raggiunto dall’era De Laurentiis: uno 0-4 di una superiorità imbarazzante, prima di un ultimo scorcio di torneo chiuso con qualche passo falso di troppo, sia pure stravinto senza discussioni. Questo Torino-Napoli 3-0 non chiude soltanto il girone d’andata del campionato in corso, forse chiude definitivamente un’era. Inutile chiedersi dove si siano incartati i partenopei in questa stagione, ormai tutto quello che poteva andare male lo ha fatto, adesso si deve soltanto sperare di non peggiorare ulteriormente. L’operazione “nostalgia”, con il ritorno in panchina di Walter Mazzarri dieci anni dopo, non ha dato i frutti sperati.
La gestione del tecnico toscano si è incredibilmente inceppata nell’ultima mezz’ora della sfida di coppa Italia contro il Frosinone. Quello 0-4, sottovalutato da molti come una serata storta, era invece il segnale di una nuova ondata di crisi, più devastante della precedente sotto la guida di Garcia. Il Napoli non riesce a segnare da quattro partite complessive, in campionato ha rimediato un solo punto nelle ultime giornate, non riuscendo neanche ad approfittare dei passi falsi di Bologna e Fiorentina negli anticipi. Come contro il Monza, inoltre, nell’unica occasione creata l’attaccante di turno, nella circostanza Raspadori, non ha trovato niente di meglio da fare che tirare addosso al portiere avversario. Una seconda buona opportunità è stata sprecata da Zielinski, che avrebbe potuto tirare di sinistro ed ha invece provato una finta inutile per poi scivolare su un filo d’erba. E in chiusura di tempo, la difesa è rimasta immobile dagli sviluppi di una punizione calciata neanche bene da Ilic, consentendo a Sanabria di sbloccare il risultato. Nella ripresa, Vlasic e Buongiorno hanno inferito inesorabilmente su una squadra allo sbando.
Domenico Fabbricatore
