Lo specchio (rotto) della stagione
Provare a descrivere Napoli-Roma è difficile quasi quanto spiegare la stagione degli ex campioni d’Italia. In tal senso, si può dire che il match contro i giallorossi sia stato lo specchio di un’annata a dir poco balorda, in cui si sono alternati errori e sfortuna in dose massiccia. Un primo tempo giocato sì a ritmi blandi, con i padroni di casa che sono però arrivati diverse volte davanti alla porta, con una facilità addirittura irrisoria, contro un avversario con assenze importanti e con la testa forse rivolta già all’impegno europeo.
Dopo lo spavento di Udine, De Rossi ha schierato Ndicka addirittura titolare al centro della difesa. Ma la retroguardia capitolina non ha mai dato l’impressione di essere insuperabile. Emblematica, in tal senso, l’occasione capitata ad Anguissa, al minuto 36. Il camerunese è stato lanciato a campo aperto ed è arrivato indisturbato in area di rigore. Poi, tutto solo davanti al portiere, ha calciato completamente da un’altra parte. Ma non era stata quella l’unica opportunità sprecata nella prima frazione. Troppi errori, accettati quasi con rassegnazione, da una squadra il più delle volte poco reattiva. Piuttosto desolanti sono state le scene di un Osimhen lasciato solo ai suoi scatti, senza nessuno che avesse la forza (o la voglia) di seguirne l’iniziativa. Poi, nel secondo tempo, al primo tentativo degli ospiti è arrivato puntuale l’ennesimo gol subito. Intendiamoci, i difensori sono stati ancora una volta imbarazzanti, con Olivera che si è fatto anticipare agevolmente di testa da Kristensen e con Juan Jesus che si è lasciato soffiare palla da Azmoun per poi commettere un ingenuo quanto goffo fallo da rigore. Dal dischetto, Dybala ha punito un Meret che era stato anche bravo a intuire l’angolo e per poco non la prendeva.
Il Napoli ha dovuto subire lo schiaffo per reagire, trovando il pareggio con una conclusione indecifrabile di Olivera, che ha trovato una parabola decisamente casuale che ha beffato Svilar. Meglio comunque la formazione partenopea con Ngonge al posto di Politano, mentre meno produttivo è stato l’apporto di Traore al posto di Cajuste, schierato titolare in luogo dell’infortunato Zielinski. In una maniera o nell’altra, comunque, il Napoli ha trovato il vantaggio. Sgambetto di Renato Sanches a Kvaratskhelia, appena dentro l’area, sfuggito all’arbitro Sozza ma non al Var. De Laurentiis, beccato dai cori dello stadio come un tempo, si è coperto il volto con una mano per non guardare. Osimhen ha trasformato senza indugi per il momentaneo vantaggio. Una vittoria contro la Roma sarebbe stato il giusto premio per una tifoseria che non ha mai abbandonato la squadra del cuore, nonostante un campionato indegno. Ma non è andata così. Singolare anche la scelta di Calzona di spendere un cambio su calcio d’angolo a sfavore, togliendo tra l’altro un Traorè in campo da pochi minuti per far entrare Ostigard, difensore in teoria bravo di testa. Ma il Napoli di quest’anno è stato un disastro, soprattutto sulle palle alte. Ed è arrivata puntuale la beffa di Abraham ad un minuto dal termine. Una rete inizialmente annullata per un fuorigioco che in realtà non c’era perché il capitano Di Lorenzo è salito in ritardo. Questione di centimetri ma il gol del 2-2 era buono. Una partita che è stata lo specchio fedele di una stagione assurda.
Domenico Fabbricatore
