ApprofondimentiSerie ATop News

Non è il Verona

Un pizzico di delusione c’è, inutile negare. Ma…non è il Verona. Non è il 23 maggio 2021. Quella fu tutta un’altra storia, una doccia gelata imprevedibile che costò una qualificazione alla successiva Champions League che appariva ormai scontata. Fu quello sul serio un 1-1 pesante da digerire. Non questo contro la Salernitana. Per uno strano scherzo del destino, le dinamiche dei due risultati sono state praticamente identiche. In quel nefasto 23 maggio 2021, il Napoli di Gattuso passò in vantaggio allo stesso minuto, segnando nella stessa porta, a seguito di un calcio d’angolo battuto dalla stessa bandierina.

Anche quella volta, al minuto 61 ci si attendeva che gli azzurri avessero già archiviato la pratica. Il pareggio arrivò invece qualche minuto prima rispetto al gran tiro di Dia. Ma praticamente dalla stessa zolla di campo, anche se il colpo fatale di Faraoni fu calciato in diagonale di destro e non a giro di sinistro. Ma i partenopei pagarono caro la colpevole distrazione verificatasi nella medesima zona del campo. Naturalmente, oggi la situazione è totalmente diversa. Quella sera contro il Verona andava in scena l’ultima giornata del campionato 2020/21.

Il Napoli giocava per il quarto posto, non per lo scudetto. Vincendo, la formazione di Gattuso avrebbe raggiunto quota 79 punti, lo stesso bottino già ottenuto dalla formazione di Spalletti con ben 6 partite ancora da disputare. Invece, con quell’1-1 gli azzurri rimasero a quota 77, consentendo alla Juventus un sanguinoso sorpasso all’ultima curva, senza poter avere possibilità di replica. Questa di oggi è invece tutta un’altra storia. Il Napoli, è vero, ha perso l’opportunità di festeggiare la matematica con 6 giornate d’anticipo, firmando un record nella storia della serie A difficilmente eguagliabile. Ma ha appunto altre 6 opportunità per certificare la vittoria di uno scudetto che è indiscutibile da settimane, forse addirittura da mesi.

La matematica potrebbe arrivare anche di mercoledì sera senza giocare, se la Lazio, unica squadra che in teoria potrebbe ancora affiancare i partenopei in classifica, non dovesse vincere la propria partita. Altrimenti basterà un pareggio ad Udine. Nella peggiore delle ipotesi, si esulterà in casa contro la Fiorentina. Per quanto riguarda la Salernitana, la soddisfazione per il punto conquistato è legittima e nessuno deve negargliela. I festeggiamenti sono giustissimi. Forse, però, un po’ esagerati. I granata sono destinati a restare a lungo in serie A. La piazza è sempre stata da massima serie, l’anomalia semmai è stato vedere per così tanto tempo la squadra relegata nelle categorie inferiori. Oggi, con un Presidente serio e facoltoso (anche se tifoso del Napoli) che ha portato calciatori importanti ed un allenatore di profilo altissimo come Paulo Sousa, la Salernitana potrà togliersi in futuro soddisfazioni ben più importanti di rimandare una festa scudetto di qualche giorno.

Domenico Fabbricatore