ApprofondimentiCalcioSerie ATop News

Quasi tutto molto bello

Quarantatré giorni dopo, il Napoli è tornato alla vittoria. Dopo un mese e mezzo di pareggi (e una sola sconfitta), dopo qualche amarezza di troppo patita nei minuti finali, soltanto parzialmente compensata dal gol di Billing contro l’Inter, la formazione di Antonio Conte si è riconciliata con l’intera posta in palio. Lo ha fatto al termine di una prestazione convincente, perlomeno per un’ora, al cospetto di una Fiorentina non in un momento brillante di forma, però sempre pronta a riservare brutte sorprese. È stata una bella partita.

Il maestro Bruno Pizzul, che ci ha lasciati in settimana, avrebbe apprezzato. Val la pena citarne una della sue frasi più celebri. Quasi, perché il Napoli ha giocato davvero bene nel primo tempo, chiuso soltanto con una rete di vantaggio, mentre avrebbe meritato senz’altro un bottino più pingue.

Nel secondo tempo, dopo aver subito il gol del 2-1, qualcosa è venuta meno. Prima frazione comunque di altissimo livello, con Conte che ha confermato l’undici iniziale contro l’Inter, quindi un 3-5-2 con a centrocampo Gilmour in luogo dell’indisponibile Anguissa. Già al 10’ i padroni di casa sono andati vicinissimi al vantaggio, con Lukaku che ha vinto il duello sulla trequarti con Mari e ha allargato a sinistra per Di Lorenzo. Il capitano ha messo al centro di prima intenzione per Raspadori il quale, tutto solo in area, ha sprecato calciando centrale. Vantaggio al 26’: conclusione dal limite di McTominay, difettosa respinta di De Gea e tap-in vincente di Lukaku.

Il portiere viola si è però riscattato alla grande, respingendo prima con il piede destro e poi con il sinistro due tentativi pericolosi da ottima posizione, di Raspadori e di Spinazzola. Nel mezzo, un destro forte e preciso di Di Lorenzo ha pizzicato l’incrocio dei pali. Ultimo tentativo del primo tempo di McTominay con palla sull’esterno della rete. All’intervallo, il risultato di 1-0 è stato accolto favorevolmente da una Fiorentina che ha rischiato il tracollo. Raddoppio al 60’, al termine di un’azione pregevole, tutta a un tocco, che ha visto coinvolti diversi calciatori in maglia azzurra.

Ennesimo assist stagionale di Lukaku, che ha pescato Raspadori all’altezza del dischetto, con l’attaccante emiliano che ha ha beffato De Gea con un tocco preciso di sinistro. Partita finita? Niente affatto, perché al 66’ Gudmundsson, servito da un colpo di tacco di Kean, ha trovato ancora una volta Meret impreparato dalla lunga distanza. Il finale del Napoli, condizionato forse dalla pressione di dover vincere a tutti i costi, non è stato perfetto. Non che la Fiorentina abbia davvero creato i presupposti per il pareggio.

Ma la manovra dei partenopei nei minuti conclusivi è stata poco lucida. Conte ha atteso il minuto 82 per fare il primo cambio, proprio quando il collega Palladino aveva esaurito i suoi. Stremati, sono stati richiamati in panchina prima Politano e poi McTominay e Raspadori. Dentro Olivera, Billing e Simeone. A tempo scaduto, Juan Jesus al posto di Spinazzola per rafforzare la difesa. Piuttosto sanguinosa l’occasione sprecata in contropiede da Simeone al 92’. Il pubblico del Maradona è stato costretto a trattenere il respiro fino al 96’, con i viola che hanno usufruito di un ultimo calcio d’angolo. Ha vinto comunque il Napoli 2-1, con pieno merito, sempre in lotta punto a punto per il primato in classifica.

Domenico Fabbricatore