Quel Rrahmani del lago di Como
Dare la colpa esclusivamente al difensore kosovaro, sempre presente e spesso impeccabile in questa stagione, è certamente ingeneroso. Certo che, al 7’, Rrahmani l’ha fatta grossa. Con la complicità di Meret in posizione tutt’altro che convenzionale. Ma un retropassaggio non andrebbe mai eseguito in quella maniera: forte, senza guardare e indirizzando il pallone verso la porta.
Frittata fatta su fallo laterale a favore. Poi però c’erano altri 83 minuti da giocare, recupero escluso. E se il Napoli ha perso la partita e la vetta della classifica, non può essere soltanto colpa di quell’episodio all’alba della sfida contro la squadra di Fabregas. Tanto più che al 17’ Raspadori aveva anche messo le cose a posto. Ricapitolando: 3-5-2 varato da Conte per far fronte agli infortuni e al rischio squalifica di Anguissa in vista del big match con l’Inter. Rientro positivo di Spinazzola dopo l’infortunio muscolare. Esordio sufficiente di Billing a centrocampo al posto del camerunese, tenuto un’ora in panchina. Primo tempo anche buono del Napoli, al netto della rete regalata ai lariani. ù
Il problema, da un mese a questa parte, sono le seconde frazioni. E anche in riva al lago è andata così. Un secondo tempo approcciato senza mordente, con i padroni di casa che si sono fatti preferire sul piano atletico e della grinta. Cambi per Conte al minuto 61: fuori Lukaku e Billing, dentro Simeone e Anguissa. Pur facendo poco, i partenopei hanno avuto due enormi occasioni per portarsi in vantaggio. Al 66’, Raspadori ha servito a McTominay un pallone invitante che lo scozzese, tutto solo in area, ha sprecato calciando centrale, favorendo la deviazione in angolo di Butez. Al 75’, percursione centrale di Lobotka che ha sorpreso la difesa di casa, allargando per Politano, il quale avrebbe anche potuto calciare ma, dopo aver sbagliato il primo controllo, ha preferito appoggiare indietro per Anguissa, che l’ha passata al portiere.
Puntuale è arrivato il gol del 2-1 del Como al 77’. Anche qui un regalo confezionato da Raspadori e Lobotka: palla persa banalmente a centrocampo, recuperata da Cutrone che l’ha affidata a Nico Paz. Il giovane madridista ha punito una difesa piazzata male, servendo Diao, che si è fatto beffe di Rrahmani e ha colpito in diagonale di destro. E così, da Dia a Diao, il passo è stato breve e triste. Il Napoli non è più capolista della serie A. Non è la prima volta che accade in questa stagione, sempre a favore di una squadra nerazzurra. Con l’Atalanta, gli uomini di Conte hanno impiegato un mese per effettuare il controsorpasso. Adesso bussa già alle porte lo scontro diretto con l’Inter. Ma è la condizione atletica degli azzurri, più che il ritardo minimo in classifica, a non destare troppa fiducia.
Domenico Fabbricatore
