Quanto può essere diverso un 1-1
Un anno e due giorni dopo, stesso stadio e stesso risultato. Ma quanto è diverso questo 1-1, rispetto a quello del 4 maggio 2023, che regaló la matematica per uno scudetto indegnamente portato sul petto in questa stagione. Il Napoli è riuscito nell’impresa di subire gol per la sedicesima partita consecutiva. Soprattutto, gli azzurri stanno facendo di tutto per snobbare i risultati favorevoli provenienti dagli altri campi.
Sembra quasi che i partenopei stiano aspettando la fine del campionato, scarichi di motivazioni e mordente. Senza Kvaratskhelia, ha trovato finalmente spazio da titolare il tanto strombazzato acquisto estivo Lindstrom, la cui prova è stata appena sufficiente. Meglio Cajuste, nonostante un avvio statico. Anche contro l’Udinese, il successo è sfumato negli ultimi minuti. Come contro il Cagliari, all’esordio di Calzona. O come contro la Roma, la settimana scorsa. Eppure, dopo una prima frazione senza nessun tiro in porta, ad inizio ripresa era arrivato il sussulto che tutti i tifosi partenopei attendevano. Stessa porta, stesso angolo, quasi lo stesso minuto di un anno fa. Stavolta però di testa, raccogliendo l’inedito cross di destro del mancino puro Politano.
La chioma bionda di Victor Osimhen è sbucata al 51’ tra i difensori bianconeri per il vantaggio degli ospiti. Il Napoli ha avuto il torto di non chiudere la pratica. Un secondo gol di Osimhen è stato annullato per fuorigioco di pochi centimetri. Traorè, subentrato a Cajuste, ha sprecato una ghiotta occasione da pochi passi. Alla fine, l’unico napoletano a festeggiare è stato Fabio Cannavaro, grazie al pareggio di Success, che non segnava da un anno. Punita l’ennesima distrazione di una difesa imbarazzante. Un anno e due giorni dopo, stesso risultato ma umore completamente diverso. Il Napoli ha sciupato l’ennesima chance di tornare in corsa perlomeno per l’Europa League. Resta l’ultimo misero obiettivo di difendere l’ottavo posto, per giocare la Conference League o semplicemente per evitare di scendere in campo per la coppa Italia a metà agosto. L’Udinese invece avrà adesso tre scontri diretti per difendere una serie A conquistata nel lontanissimo 1995.
Domenico Fabbricatore
