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Halma. Ma non troppa

Seconda partita di Champions e seconda sconfitta per il Napoli. Calma, però. Anzi, “halma”, come direbbe l’allenatore. Che dal canto suo ha forse esagerato un po’ troppo con i cambi, rispetto alla convincente prestazione di campionato con il Frosinone.

Cinque sostituzioni possono sembrare eccessive, a conti fatti. Ma la verità è che la sfida è svoltata al minuto 22. I partenopei avevano cominciato benissimo contro il Villarreal, trovando subito il gol del vantaggio all’8’ con Rrahmani, pescato ottimamente da Gilmour al termine di uno schema su calcio d’angolo. Al minuto 22, però, Politano ha fatto due assist in pochi secondi. Il primo per il colpo di testa di Hojlund, respinto dall’incrocio dei pali a portiere battuto. Con il secondo, molto meno ispirato, ha innescato il pareggio di Mikautadze con un improvvido retropassaggio.

Al 26’, poi, l’ottimo Mourino ha trovato un gran gol dalla distanza. E insomma, nel giro di tre minuti, dal possibile 0-2 si è passati al 2-1 per i padroni di casa. Ed è soltanto su questo parziale, maturato in maniera decisamente casuale, che sono sorti tutti i dubbi sulle decisioni iniziali di Allegri. Forse un azzardo schierare McTominay dal primo minuto. Forzare Di Lorenzo a sinistra probabilmente non è stata una buona idea. Per il resto, il Napoli ha tanti uomini a disposizione, soprattutto sulle fasce, ed è giusto sfruttarli tutti. Anche se poi Politano ha combinato un pasticcio dal quale non si è più ripreso. Sull’altro lato, Giovane ha iniziato bene poi si è spento.

Nel secondo tempo, in troppi hanno palesato un calo di condizione. Ovviamente i due esterni, sostituiti da Lang e Neres. Ovviamente McTominay, che non ha ancora più di mezz’ora nelle gambe. Il problema è che andava sostituito anche De Bruyne, che purtroppo non può giocare sempre tutte le partite per intero. Solo che i cambi sono finiti nel 4-2-4 finale, con Spinazzola a sonistra, Di Lorenzo tornato sulla fascia di competenza, Lobotka al fianco di Gilmour e Lucca a sostegno di Hojlund. Sacrificato Rafa Marin, che pure ha giocato bene. Come Rrahmani e soprattutto Badiashile. Strano sottolineare la buona prova dei difensori, al termine di una sconfitta con tre reti al passivo.

Eppure è vero. Un paio di occasioni il Napoli le ha anche avute per il pareggio. Ma Lang e Neres hanno spinto poco, Hojlund si è costruito da solo un’opportunità ma ha calciato addosso a Luiz Junior. Poi Lucca è l’unico centravanti alto due metri che non colpisce un pallone di testa e anche stavolta ha mancato l’assist perfetto di De Bruyne. Così, nel finale, è arrivato il 3-1 di Oluwasey, che ha punito l’incolpevole Milinkovic-Savic, anche lui chiamato all’avvicendamento con Meret. Seconda sconfitta, dunque, per il Napoli, che proprio non si raccapezza in questa nuova formula della Champions a girone unico.

L’ultima vittoria è datata 25 novembre 2025, in casa contro il Qarabag. Praticamente un anno fa. Partenopei a quota zero come l’Inter, clamorosamente sconfitto in casa dal Club Brugge, formazione belga destinata a giocare anche contro gli azzurri. Stavolta, il mal comune non può essere considerato mezzo gaudio. Il Napoli deve tornare a vincere assolutamente anche in Europa.

Domenico Fabbricatore