Nessun dramma. Ma…
Una sconfitta dopo 11 vittorie consecutive, oltretutto a San Siro, non può e non deve essere un dramma. Ma il Napoli, contro l’Inter, ha giocato veramente male. Quella vista in campo al Meazza, alla ripresa dopo la lunghissima sosta per il mondiale, non è nemmeno lontana parente della squadra che aveva incantato nella prima parte della stagione. Il ko contro i nerazzurri poteva anche essere messo in preventivo. Ma l’approccio alla sfida è stato pessimo. Lento, impreciso, impacciato. In poche parole, il peggior Napoli della stagione. Niente drammi, perché dopo una così lunga interruzione ci poteva anche stare che certi automatismi andassero ritrovati. Inoltre, contro l’Inter hanno rivisto il campo dopo tanto tempo Rrahmani e Kvaratskhelia, entrambi decisamente lontani dalla forma migliore e protagonisti in negativo dell’incontro. Il georgiano è stato impalpabile, l’armeno si è fatto beffare da Dzeko in occasione del gol decisivo. A centrocampo male Anguissa, non molto ispirato nemmeno Lobotka. Neanche i cambi sono venuti in soccorso a Spalletti, con l’unico ingresso positivo di Ndombele, che infatti alla vigilia era stato visto particolarmente in forma. In difesa, Kim ha tenuto bene sul rientrante Lukaku. Ma il belga è stata un’autentica spina nel fianco per la difesa partenopea. Il successo dell’Inter è stato netto ed indiscutibile. I padroni di casa avrebbero meritato forse anche un punteggio più ampio dell’1-0 finale. Nel primo tempo, Di Marco, Darmian e Lukaku hanno fallito tre nitide occasioni da rete. Gli azzurri hanno replicato con due occasioni potenziali capitate a Zielinski e Anguissa, con pallone comunque calciato male in entrambe le occasioni. Mal supportato dai compagni, lo stesso Osimhen è uscito subito dai radar. E per la capolista il ritorno in campo si è trasformato in un inesorabile flop. Molto grave la rete concessa dalla retroguardia partenopea, con Dimarco lasciato libero di andare al cross dalla sinistra e con Dzeko che si è fatto beffe di Rrahmani, non dando scampo di testa ad un Meret che ha giocato una buona partita, seppur febbricitante. Eppure, nonostante tutte le difficoltà del Napoli di imbastire azioni d’attacco degne di nota, nel finale, complice un calo dell’Inter dopo le sostituzioni di Lukaku e Dzeko, qualche spazio invitante si era creato negli ultimi sedici metri. E al 90’, Onana ha respinto praticamente sulla linea una conclusione di sinistro di Raspadori. E così è arrivata la prima sconfitta in campionato del Napoli. Confermata la maledizione dell’11: anche il ko a Liverpool, in Champions League, era arrivato dopo 11 vittorie totali. Ma se ad Anfield la battuta d’arresto era stata indolore, stavolta tutte le inseguitrici hanno recuperato 3 punti. Del resto, anche nell’anno del primo scudetto il Napoli aveva perso il 4 gennaio. Anche allora si tornava in campo dopo la sosta, certamente più breve, con gli azzurri che le presero a Firenze e furono momentaneamente raggiunti al primo posto dall’Inter. Stavolta, le inseguitrici sono ancora a distanza di sicurezza. Nessun dramma, dunque. L’importante è ritrovare subito il passo dei giorni migliori.
Domenico Fabbricatore
