Tre punti e tanti dubbi
Il Napoli ha vinto. Ed è questa la notizia più importante, al termine di un primo turno di Champions in cui tutte le altre italiane non sono andate oltre il pareggio. Ma come ha vinto? Giocando sicuramente bene in un primo tempo chiuso soltanto con un gol di vantaggio, nonostante le tantissime occasioni da rete create. Ma nella seconda frazione gli azzurri hanno avuto un calo preoccupante, vincendo la partita paradossalmente nel momento meno favorevole. Un Napoli bipolare, dunque, con ancora tanti dubbi da sciogliere. Ma il successo ottenuto a Braga è pesante. In Europa non esistono sfide facili, come certificato anche dal risicato 1-0 ottenuto dal Real Madrid soltanto in pieno recupero in casa contro l’Union Berlino.
La sensazione è che il girone C potrà essere più equilibrato del previsto. A maggior ragione, i tre punti ottenuti in Portogallo sono preziosissimi, considerando i recenti passi falsi in campionato. Situazioni da migliorare ce ne sono ancora, inutile negare l’evidenza. In una fase già delicata della stagione, ci si sono messe anche le noie muscolari a complicare la gestione di Garcia. Cajuste non è andato nemmeno in panchina, dopo pochi minuti Rrahmani ha alzato bandiera bianca. Positivo l’ingresso in campo di Ostigard, a parte l’ultimo intervento. Lobotka e Kvaratskhelia sono apparsi in crescita, non altrettanto Anguissa. Juan Jesus si sta impegnando al massimo ma non ha le stimmate del titolare. In un primo tempo comunque non perfetto, con qualche occasione lasciata ai padroni di casa, il Napoli avrebbe potuto segnare tanti gol. Grave l’errore iniziale di Osimhen che non ha sfruttato un clamoroso regalo di Fonte, facendosi ipnotizzare da Matheus. Al 10’, poi, il portiere brasiliano è stato in decisivo in un doppio intervento, in entrambi i casi aiutato dal palo alla sua destra.
Prima ha sventato un colpo di testa di Osimhen con il pallone che per pochissimi centimetri non ha varcato la linea, dopo aver accarezzato prima il montante. Poi l’estremo difensore ha mandato sullo stesso legno il successivo tentativo, sempre di testa, di Di Lorenzo. Altro stacco aereo imperioso di Osimhen e palla di un soffio a lato, con il portiere fuori causa. Poi, al 26’ il nigeriano ha spaccato la traversa, con un destro fortissimo dal limite dell’area su invito di Kvaratskhelia. Al 33’, il direttore di gara aveva assegnato un calcio di rigore agli azzurri ma in realtà era stato Osimhen a commettere fallo sul difensore ed il Var ha invitato l’arbitro a rivedere l’azione al monitor. Corretta la decisione di revocare il penalty. Il gol è arrivato pochi secondi dopo il 45’, con Di Lorenzo che ha raccolto una respinta corta della difesa di casa, calciando al volo di sinistro un pallone un po’ sporco, che si è infilato di rimbalzo all’altezza dell’incrocio dei pali.
Nella ripresa il Napoli ha avuto il torto di non chiudere la partita, sprecando malamente un paio di ripartenze propizie. Al 66’ Garcia ha cambiato gli esterni, togliendo Kvaratskhelia e Politano ed inserendo Elmas e Raspadori. La manovra dei partenopei si è fatta man mano meno fluida. Zielinski al 73’ ha mancato il colpo del ko. Così, al minuto 84, su cross di Rodrigo Zalazar, Bruma ha trovato il tocco di testa vincente, con Juan Jesus fuori posizione. Poteva essere la beffa. Ma la sfortuna nel primo tempo si è trasformata in un credito con la buona sorte che il Napoli ha incassato volentieri all’88’, con il regalo di Niakate che ha deviato maldestramente nella propria porta un cross di Zielinski. Esordio stagionale di Natan, entrato in campo al 90’ per dare man forte alla difesa. Il brasiliano si è presentato con una bella chiusura in scivolata. Prima di poter brindare ai tre punti, però, i tifosi partenopei hanno dovuto tremare in un paio di pericolose circostanze nei minuti di recupero. Una conclusione di Pizzi si è spenta alta di un soffio. Poi, al 95’, su errore di Ostigard, ancora Pizzi ha servito un ottimo pallone a Horta che ha colpito il palo a Meret battuto. Ha vinto il Napoli, 2-1 in trasferta sul campo del Braga. Bene così. Ma i campioni d’Italia hanno ancora troppe cose da mettere a posto.
Domenico Fabbricatore
