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Ultimo chilometro

«Lo vedi lo striscione? Ultimo chilometro». Questo chiese Giampiero Galeazzi, intrufolatosi nello spogliatoio del Napoli, quando ancora si poteva fare, ad un Bruno Giordano a torso nudo. Era il 3 maggio 1987. E il pareggio per 1-1, strappato in riva al lago di Como, voleva dire scudetto praticamente certo. Lo storico primo per i partenopei.

Trentanove anni dopo, stavolta 2 maggio per l’anticipo del sabato. Tutto un altro calcio e diverso anche il sapore di questo nuovo pareggio tra Como e Napoli, stavolta a reti inviolate. Un punto che non vale uno scudetto e lo si sapeva già da tempo. Vale comunque un pezzo di qualificazione alla prossima Champions. Che non è male, date tutte le difficoltà di questa stagione.

Antonio Conte è venuto al Sinigaglia con in testa l’idea dello 0-0, mai come stavolta utile per la classifica. La formazione, la stessa che aveva giocato bene contro la Cremonese. Con l’eccezione di Beukema al posto di Olivera. Gradito ritorno tra i convocati, seppur soltanto per la panchina, di Giovanni Di Lorenzo, dopo il lungo infortunio.

Un tempo per parte e due grandi occasioni a testa. Nella prima frazione, Nico Paz ha mandato in porta Douvikas e Diao, fermati sul più bello rispettivamente da Rrahmani e Milinkovic-Savic. Nella ripresa, la palla gol l’ha avuta McTominay che ha spedito al lato, dopo un ottimo controllo a seguire. Al minuto 84, la conclusione di sinistro a giro di Politano è stata respinta dal palo. Solo due cambi per Conte: Anguissa per De Bruyne e Spinazzola al posto di Rrahmani.

Nel finale, il Napoli ha preferito giocare spesso all’indietro piuttosto che provare a vincerla. Segnale evidente che lo 0-0 andava bene. E così è stato. Per l’obiettivo Champions manca adesso davvero poco.

Domenico Fabbricatore