Sotto una buona stella
Un lustro di vittorie azzurre. Era il 3 marzo del 2019 quando la Juventus vinse per l’ultima volta a Fuorigrotta. Da allora, cinque successi consecutivi del Napoli, compresa questa, giocata sempre il 3 marzo. Un anno fa, fu un massacro, il segnale evidente che non ce n’era per nessuno. Stavolta la partita è stata benedetta da una buona stella. Una Juventus con tanti calciatori indisponibili ma che ha creato tantissime occasioni da rete, come non mai in questa stagione e forse anche in quella precedente. La buona sorte, però, in questa serata le ha voltato le spalle, mentre tante altre volte l’aveva premiata nell’unico tiro in porta. Come all’andata, ad esempio, con l’occasione sprecata da Kvaratskhelia che grida ancora vendetta.
Il Napoli si è ripreso tutto con gli interessi, al termine di una prova decisamente imperfetta. Troppo compassato il palleggio degli uomini di Calzona, spesso imprecisi nei passaggi. Il tecnico ha scelto di far giocare Olivera a sinistra al posto di Mario Rui e ha riproposto titolare Juan Jesus, tanto vergognosamente contestato sui social dopo l’errore di Cagliari. Questi gli unici cambi rispetto alla goleada di Reggio Emilia.
Un Napoli senza dubbio con più minuti nelle gambe rispetto ai bianconeri, ai quali però sono state concesse troppe opportunità per segnare. Vlahovic nel primo tempo ha fallito l’impossibile. Al 10’, un comodo colpo di testa è stato appoggiato fuori con Meret immobile. Al 34’, più sfortunato che impreciso sul colpo sotto a scavalcare il portiere in uscita, con palla respinta dal palo.
Imperdonabile però l’errore del serbo all’ultimo minuto del primo tempo, con il Napoli già in vantaggio. Favorito da un errore di Traorè, servito forse improvvidamente da Meret, l’attaccante ha calciato fuori praticamente a porta vuota. Dall’altro lato, è stato invece devastante Kvaratskhelia, che ha costretto gli avversari a spendere due cartellini gialli e poi ha realizzato il gol del vantaggio. Anche in questo caso, la buona stella ha sorriso ai partenopei. Sul cross di Di Lorenzo, al 42’, Bremer ha deviato il pallone di testa favorendo il georgiano, che si è coordinato molto bene per la volée di destro. Il gran tiro è stato deviato leggermente da Cambiaso ed è diventato imprendibile per Szczesny.
Nella ripresa, Cambiaso ha sbagliato un altro gol clamoroso. Tre cambi per Calzona al 65’. Ostigard ha sostituito l’infortunato Rrahmani, mentre Raspadori e Zielinski hanno raccolto la staffetta con Politano e Traorè. Allegri ha invece mandato in campo Weah, Yildiz e Nonge al posto di Cambiaso, Iling Junior e Miretti. I padroni di casa hanno provato ad addormentare il ritmo della gara con il possesso palla. Ma all’81’ Federico Chiesa ha trovato lo spiraglio giusto in diagonale per un pareggio meritato ma provvisorio.
All’85’, infatti, ingenuo il pestone rifilato dal giovane Nonge a Osimhen in area di rigore. L’arbitro Mariani, richiamato dal Var, non ha potuto far altro che assegnare il calcio di rigore ai partenopei. Orrendo il tentativo di trasformazione del nigeriano. Ma Giacomo Raspadori si è avventato sul pallone sfuggito a Szczesny e ha calciato all’incrocio dei pali il pallone del pesantissimo 2-1. Nel finale, altra palla d’oro sprecata dai bianconeri con Rugani, che ha tirato alto. Napoli al settimo cielo e al settimo posto.
Domenico Fabbricatore
