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Un film già visto

Napoli-Lecce, cronaca di una partita già vista. Con altri interpreti, altri allenatori, altri avversari. Ma stesso identico risultato. Il primo infrasettimanale del campionato ha riproposto alla platea di Fuorigrotta delle scene già note. Il turnover esasperato che già aveva beffato Mazzarri contro il Chievo, ormai tanti anni fa. I punti lasciati per strada dai Napoli di Benitez e di Sarri, contro Sassuolo e Genoa. Situazioni rivissute perfettamente da una squadra non ancora matura per lottare per il primato. Naturalmente, a dispetto degli umori di una piazza da sempre in bilico tra esaltazione e depressione, i nuovi beniamini in maglia azzurra non erano dei fenomeni dopo le prime due partite, non sono diventati dei brocchi dopo due pareggi. Si pensi, ad esempio, a Kvaratskhelia, che dopo i lampi contro Verona e Monza ha giocato ancora una volta una partita sotto tono. Il georgiano, comunque, stavolta è partito dalla panchina. Scelta di Spalletti, che ha fatto esordire dal primo minuto, tutti in una volta, ben sei calciatori. E se Ostigard ed Olivera hanno superato la prova, altrettanto non si può dire per Raspadori e Ndombele, non a caso sostituiti entrambi alla fine del primo tempo. L’ex Sassuolo non è riuscito ad incidere, nel nuovo modulo 4-2-3-1 varato per l’occasione. L’ex Tottenham ha alternato spunti interessanti ad amnesie pericolose. Come quella che ha portato al calcio di rigore per il Lecce, con Di Francesco che ha anticipato il distratto centrocampista francese, che ha commesso un ingenuo fallo in area. Buon per i partenopei che il giovane Colombo ha realizzato il rigore senza attendere il fischio dell’arbitro. Sul secondo tentativo, Meret ha indovinato l’angolo e la partita è rimasta sullo 0-0. Ma soltanto per un minuto, perché su capovolgimento di fronte, Olivera ha messo al centro un pallone interessante che Osimhen ha lavorato bene per Politano. Il romano ha calciato male ma il tiro si è trasformato in un assist per Elmas che ha deviato in rete. Poteva essere la svolta positiva per i padroni di casa ma, pochi minuti dopo, Colombo si è rifatto alla grande, indovinando un grande conclusione dalla distanza che si è insaccata all’incrocio dei pali. Un Napoli lento ed impreciso non ha avuto la forza di riprendere le redini del match. Spalletti è corso ai ripari, inserendo nella ripresa subito Lobotka e Zielinski per Ndombele e Raspadori. Poi Kvaratskheila ha sostituito Elmas. L’occasione migliore l’ha avuta Politano, all’ultimo pallone calciato prima di lasciare spazio a Lozano. Tanta confusione nei minuti finali, una manna per il Lecce che ha portato a casa un punto prezioso.

Domenico Fabbricatore