Delude ancora Berrettini
E’ stata una bella settimana, ricca di appuntamenti e di spettacolo, con ben quattro tornei in programma, di cui quello di Rio de Janeiro di categoria 500. Per i nostri portacolori è andata così, così, possiamo dire discreta, ma c’è il solito rammarico perché poteva essere addirittura trionfale. Nel torneo più importante, infatti, sulla terra di Rio, ci sarebbe potuta essere una semifinale tutta italiana e di conseguenza un azzurro in finale, ma tutto ciò non è stato in quanto Berrettini si è fatto sorprendere nei quarti dallo spagnolo Alacaraz, che poi, nel giro di poche ore, batteva pure un ritrovato Fognini in semifinale, per poi conquistare il titolo. Al torneo brasiliano, manifestazione funestata dalla pioggia, con gare dei quarti che addirittura si sono giocate sabato, erano presenti tutti i nostri big, eccezion fatta per Sinner fermato dal covid. Berrettini era la testa di serie n. 1 e partiva direttamente dal secondo turno, dove già doveva faticare più del previsto per battere il carneade carioca Monteiro soltanto al terzo set, in un match più volte sospeso per i temporali. Il romano dopo aver vinto il primo set con relativa facilità, si faceva trovare impreparato nel secondo perdendolo al tie-break. Salvo poi aggiudicarsi la terza partita, soltanto dopo un’ennesima ripresa del match dopo interruzione, riusciva ad avere la meglio sull’avversario, lasciando, però, molte perplessità sulla prestazione offerta. Nei quarti l’azzurro affrontava il giovane talento spagnolo Alcaraz, che già lo aveva battuto nei quarti a Vienna, mentre, sempre nei quarti agli Australian Open, in un match drammatico, risoltosi al tie-break del quinto set, era riuscito a prevalere, seppure sull’orlo di un crollo fisico. A Rio Alcaraz partiva subito forte e vinceva facilmente il primo set per 6-2 ma nel secondo c’era il ritorno prepotente dell’azzurro che rendeva la pariglia vincendo anch’egli per 6-2. Berrettini sembrava aver trovato il bandolo della matassa ed, invece, crollava nuovamente sotto i colpi potenti del tennista di Murcia che vinceva facilmente set e match per 6-2. Una sconfitta per l’italiano che lascia ancora tutti quei dubbi circa la sua reale consistenza tecnica, Berrettini è sicuramente un campione ed è sicuramente da primi dieci ma gli manca ancora parecchio per arrivare tra i top five. Gente come Medvedev, Nadal, Zverev, Tsitsipas, senza contare il n. 1 Djokovic non avrebbero mai perso simili incontri, Berrettini tra l’altro, se può contare in un servizio formidabile e un diritto preciso e potente, altrettanto non si può dire del rovescio in top dove denota ancora molte pecche, senza dubbio il suo colpo più debole e a questi livelli bisogna rasentare la perfezione. Torneo decisamente positivo, invece, per Fognini, giunto, come detto, fino in semifinale, battuto in due set dal solito Alcaraz, ma soprattutto per essersi aggiudicato il torneo di doppio, in coppia con Bolelli. Ottima, dunque, la partecipazione del ligure, che se non altro è sembrato scrollarsi di dosso, quella interminabile serie negativa che lo ha visto spesso sconfitto al primo turno da avversari tutt’altro che irresistibili e ampiamente alla sua portata. Fognini all’esordio superava alla grande l’argentino Bagnis in due set, 6-2 6-4, poi compiva l’exploit battendo in tre set la sua bestia nera, l’ostico spagnolo Carreno Busta. Senza storia pure il match dei quarti contro l’altro argentino Coria, 6-4 6-2 e tutti a casa. In semifinale, però, Fognini, incappava in Alcaraz, fresco giustiziere, nel turno precedente di Berrettini, che non gli lasciava scampo, 6-2 7-5 lo score. L’altro italiano in gara era Sonego, reduce dalla semifinale di Buenos Aires, persa dopo una battaglia contro Schwartzman. Il torinese asfaltava il serbo Djere al primo round per 6-2 6-0 ma poi non riusciva a ripetersi contro l’altro serbo Kecmanovic, al secondo turno, che lo liquidava in due set. Come detto il torneo è stato vinto da Alcaraz, il secondo tutolo in carriera, il primo in un ATP500, vittoria che gli vale il best ranking, in una finale senza storia batteva in due set il solito Schwartzman, alla seconda sconfitta consecutiva in finale dopo Baires. A Doha in Qatar si giocava uno dei tre ATP250 in programma, il torneo giudicato come il migliore tra i series 250. Subito ritiratosi, senza neppure scendere in campo Musetti a causa di un attacco influenzale, in tabellone era presente il redivivo Fabbiano, dopo aver superato brillantemente le qualificazioni. Il pugliese, però, non era fortunato nel sorteggio ed incappava subito nel gigante olandese van de Zandschulp e stavolta Davide soccombeva sotto le bordate di Golia, nonostante un secondo set combattutissimo, finito solo al tie-breck. Manifestazione vinta dallo spagnolo Bautista Agut, nella gara decisiva si vendicava del georgiano Basilashvili, vincitore lo scorso anno del torneo proprio a spese dell’iberico. In terra statunitense si giocava in Florida, sul cemento di Delray Beach, l’unico italiano in gara era Seppi che, vinceva all’esordio, in maniera tranquilla, contro il tedesco Gojowczyk salvo poi arrestarsi contro l’americano Korda che lo liquidava in due set. Torneo vinto a sorpresa dal britannico Norrie, ci sono voluti due tie-breck tiratissimi per avere la meglio su mister ace Opelka. Infine a Marsiglia, presente solo Travaglia che esordiva superando lo svizzero Laaksonen, in tre partite molto equilibrate, per poi uscire dal torneo al secondo turno ad opera del bielorusso Ivashka, vincitore in due set. Il torneo se lo è aggiudicato il russo Rublev che ha battuto in finale il canadese Auger-Aliassime per 7-5 7-6. In questa settimana spettacolo assicurato con la presenza di ben due ATP500, Dubai ed Acapulco e un 250 a Santiago del Cile che chiude la stagione sudamericana su terra. Immutate le prime dieci posizioni del ranking, con Berrettini che resta 6° e Sinner 10°. Sonego è sempre il terzo degli italiani fermo al n. 21, come Fognini sempre 38°. Scende di un gradino Musetti, ora n. 58, mentre sale di due posti Cecchinato che si attesta al n. 90. Crollo verticale di Mager che perde ben 35 posizioni, non avendo potuto difendere i punti guadagnati nella finale dell’ultima edizione di Rio, il sanremese esce dalla top cento, ora è 102°.
ROBERTO ERRANTE
