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Sinner è re pure sulla terra

Jannik delle meraviglie, anche la terra non ha più segreti. Si aggiudica il torneo di Montecarlo e compie un’altra impresa storica per il tennis italiano. Conquista il 27esimo titolo della sua carriera e torna in cima alla classifica mondiale Atp. Supera lo spagnolo anche per numero di settimane in vetta: 67 a 66.

Batte, dunque, Alcaraz e centra il suo primo Masters 1000 sulla terra battuta: 7-6 (5) 6-3 il punteggio, meno netto di quanto espresso in campo dal nostro portacolori, dopo 2 ore e 15 minuti, in una partita fortemente condizionata dal vento che ha messo a dura prova entrambi i contendenti. La sfida più attesa, la n.17 tra i due, non si giocava da novembre, quando Sinner si era imposto nella finale delle Atp Finals. Jannik, infatti, non ha avuto un inizio di stagione facile, eliminato in semifinale agli Australian open da Djokovic non ha potuto difendere il titolo vinto proprio da Alcaraz.

Poi l’altra brutta parentesi di Doha, battuto addirittura nei quarti, che lo ha fatto allontanare ulteriormente dalla prima posizione. Poi la ripresa, con la vittoria nel sushine double che lo ha portato a ridosso del primo posto nel ranking, quindi, l’occasione ghiotta di riprendersi il trono. Questa volta, infatti, è stato completamente diverso, perché la posta in gioco era ancora più alta, non c’era in palio solo il titolo del primo grande torneo sulla terra rossa europea ma anche il primo posto del ranking. Il match inizialmente è sembrato il copione della finale di Parigi, con Sinner a spingere dal fondo e a dominare gli scambi, con le palle che uscivano di un millimetro. Al contrario di Alcaraz che ha opposto una strenua resistenza, piazzando qualche colpo pregevole, ma aiutato anche dalla fortuna, con le linee che lo hanno salvato da situazioni pericolose.

A Montecarlo, però, c’era un altro Sinner, sorretto da una forza mentale che gli ha permesso di domare pure il vento. E’ partito a testa bassa, non ha fatto una piega neppure quando si è trovato sotto di un break ad inizio di entrambi i set. Ha recuperato subito, nel primo set lo spagnolo è riuscito a portarlo al tie-break ma lì si è dovuto arrendere alle bordate sul servizio dell’azzurro. Tant’è che rivolgendosi alla sua panchina Alcaraz si è lamentato proprio di come l’italiano riuscisse, nei punti chiave, a piazzare servizi vincenti.

Nella seconda partita Carlos è partito forte, si è trovato subito avanti per 3-1, col solito break patito da Jannik. Lì, però, è scattata la molla, l’azzurro ha cambiato marcia, è ripreso ad entrare il servizio e così ha infilato ben cinque giochi consecutivi fino al trionfo finale. Sinner, dunque, è diventato il secondo giocatore, dopo Novak Djokovic nel 2015, a vincere Indian Wells, Miami e Montecarlo consecutivamente, oltre ad eguagliare lo stesso Nole e Nadal come terzo nell’Era Open a conquistare 4 Masters 1000 di fila, se consideriamo pure quello di Parigi Bercy in chiusura dello scorso anno, primo azzurro a vincerlo.

Dopo il sushine double, ossia i masters di Indian Wells e Miami, solito, unico, italiano a centrarlo, dunque arriva anche Montecarlo, dove succede a Fognini che, a sorpresa, nel 2018 trionfò proprio al torneo del principato, nell’era open sin lì unico e solo azzurro, se si eccettua Pietrangeli, vincitore tre volte del torneo ma quando le classifiche non erano computerizzate. Alla premiazione c’è stata tanta emozione, presenti i genitori di Jannik, mamma Siglinde si è lasciata in un pianto liberatorio. L’azzurro addirittura ha canticchiato anche l’inno nazionale, in barba a quanti ancora continuano a mettere in discussione la sua italianità. Come quel giornalista che, nella conferenza stampa post gara, gli ha chiesto come mai avesse cantato l’inno!

Anche a Montecarlo il cammino dell’italiano è stato impeccabile, eccezion fatta per il match di ottavi dove Jannik, opposto al ceco Machac, dopo aver dominato il primo set, vinto 6-1, a causa di un colpo di calore che lo ha costretto alle cure del fisioterapista, ha perso al tie-break la seconda partita, salvo poi riprendersi e chiudere il terzo set per 6-3. In precedenza, l’altoatesino, all’esordio, aveva strapazzato il francese Humbert per 6-3 6-0, poi archiviata la parentesi Machac riprendeva la marcia trionfale. Nei quarti toccava ad Auger-Aliassime la parte di vittima sacrificale, superato in due set per 6-3 6-4. In semifinale, poi, la ciliegina sulla torta, Sinner ha sfoderato una prestazione quasi perfetta, travolgendo il malcapitato Zverev per 6-1 6-4. Il tedesco ha subito la quinta sconfitta consecutiva, dopo quella pesante in semifinale a Bercy, nel round robin delle ATP Finals, in semifinale ad Indian Wells ed ancora in semifinale a Miami. Poi il trionfo in finale ampiamente descritto.

La vittoria di Sinner a Montecarlo ha confermato, per l’ennesima volta, che tra lui e gli altri italiani, seppure ottimamente piazzati in classifica, esiste un divario notevole. Musetti, secondo degli italiani, che prima del torneo era n. 5, esce subito all’esordio battuto in due set dal padrone di casa Vacherot. Cobolli, n.16, dopo aver faticato per battere Comesana al primo turno, viene sconfitto nel turno successivo dall’astro nascente Blockx.

Peggio fa Darderi, n. 21, nonostante la terra sia la superficie preferita, fuori all’esordio, seppure dopo una battaglia durata tre set, contro il polacco Hurkacz. Ormai da tempo fuori dai primi 100 del mondo, Arnaldi continua nel suo momento negativo. Dopo essere stato ripescato come lucky-looser ed ammesso al primo turno, viene subito sconfitto in due set dal cileno Garin. Pellegrino e Maestrelli non superano nemmeno le qualificazioni. L’unico a salvarsi da questa ecatombe è stato Berrettini giunto sino agli ottavi, ma appena alle prese con un avversario forte tecnicamente, come il brasiliano Fonseca, ha dovuto ammainare la bandiera, perdendo in due set.

In precedenza, il romano aveva battuto, all’esordio, Bautista-Agut, anche se lo spagnolo sul 4-0 per l’azzurro nel primo set, è stato costretto al ritiro. Poi il capolavoro Matteo lo ha compiuto nel turno successivo, quando ha travolto un irriconoscibile e nervosissimo Medvedev con un duplice 6-0. Comincia a delinearsi anche il ranking, come detto Sinner si riprende la vetta, Alcaraz scende al secondo posto, mentre restano invariate la terza e quarta posizione, rispettivamente con Zverev e Djokovic.

Guadagnano due posti ciascuno Auger-Aliassime, ora quinto e Shelton, ora sesto. Salgono di un gradino anche De Minaur e Fritz, rispettivamente settimo e ottavo. Perde ben 4 posizioni Musetti ora nono, chiude la top ten Medvedev stabile al 10° posto. Per quanto riguarda gli italiani pochissime novità, quasi tutte invariate le loro posizioni. Cobolli è sempre n. 16, Darderi n. 21, Sonego n. 66 e Bellucci n. 79. Scende di un gradino Berrettini ora n. 91.

ROBERTO ERRANTE