ApprofondimentiSerie A

Parma letale

Le residue speranze di scudetto, dunque, sono naufragate nel pomeriggio di Parma. Il pareggio del Tardini e la successiva vittoria dell’Inter, in rimonta in casa del Como, hanno fatto calare il sipario sulla lotta al vertice. Il prossimo anno, il tricolore sarà cucito sulle casacche nerazzurre.

Al Napoli, adesso, non resta che difendere la seconda posizione, cercando di fare quanti più punti possibile nelle ultime sei giornate. La rimonta, in verità, sarebbe stata difficilissima anche in caso di vittoria contro la formazione di Cuesta, già indigesta all’andata con lo 0-0 strappato a Fuorigrotta. La striscia di vittorie consecutive si è pertanto interrotta a cinque, tutte di misura. A testimonianza del fatto che gli azzurri, anche nella fase migliore della propria stagione, non hanno mai pienamente convinto sul piano del gioco.

A Parma è bastato un banale errore difensivo, dopo appena trenta secondi, per vanificare la rincorsa al primato. Sul rilancio di Suzuki, Buongiorno e Juan Jesus son andati entrambi se Nesta Elphege, al suo esordio dal primo minuto in campionato. Il colosso francese ha anticipato entrambi, favorendo Strefezza, lasciato libero dalla scelta infelice di Juan Jesus. La conclusione del brasiliano sul palo lontano è stata precisa e letale. La partita, che già si presentava difficile per le caratteristiche difensive dei padroni di casa, si è ulteriormente complicata.

Il Napoli poi ci ha messo del suo, in un primo tempo sprecato con il solito possesso palla sterile e stucchevole. Meglio la ripresa, con i cambi operati da Conte. Dentro subito Beukema al posto di uno spaesato Juan Jesus. Poi Alisson Santos è subentrato ad uno spento Anguissa. Il gol dell’1-1 è stato firmato dal solito McTominay su assist di Hojlund.

Fuori forma comunque il danese, sostituito da un poco efficace Giovane. Il Parma si è lamentato per un tocco di mano di Buongiorno in area, in una confusa gestione del pallone tra lui e Spinazzola. Per l’arbitro Di Bello si è trattato di un caso di “palla inattesa” e ha lasciato proseguire. Nei minuti finali, Conte ha provato a giocarsi anche le carte Gutierrez ed Elmas. Sono stati loro a costruire l’ultima speranza, malamente sciupata di testa dal macedone. Con la parata di Suzuki su Alisson Santos, al 90’, si sono definitivamente spente le flebili velleità di successo. Il resto lo ha fatto poi l’Inter a Como.

Domenico Fabbricatore