Esposito: “Ci hanno rubato due anni di socialità”.
“Le solite lungaggini italiane, con protocolli sanitari inapplicabili, non permetteranno al volley di ripartire. Sono sicuro, che tale situazione si procrastinerà anche per l’inizio della prossima stagione sportiva. Ovvero, saranno due anni, almeno di inattività” Con queste parole cariche di amarezza, inizia il nostro incontro con Angelo Esposito, tecnico FIPAV dell’ASD Canapette Volley di Salerno. La società salernitana, nata meno di dieci anni orsono, per la volontà di un gruppo di appassionati di volley che decisero di divertirsi ancora insieme, dando la possibilità a tanti giovani di aggregarsi al loro gruppo.
Infatti la società capitanata dal presidente Valter De Leonardis, si compone da un “gruppo storico” di 7/8 elementi, a cui si aggiungono, ogni anno, ragazzi che, trovando poco spazio nelle società di appartenenza, vengono aggregati in prestito alla Canapette o vengono tesserati dalla stessa società salernitana. Così facendo, viene data la possibilità a tanti giovani, di poter continuare a praticare il volley, ma ancor di più di farli crescere, infatti appena pronti vengono immessi nel gruppo degli over per creare il giusto mix, che, negli anni, ha regalato diverse soddisfazioni. I ragazzi così possono poi ritornare nelle società di appartenenza con una maggiore esperienza e dimostrare il loro valore.
“Ci hanno letteralmente rubato due anni”, continua Esposito, “due anni che al di là dei campionati, hanno tolto la possibilità di stare insieme, di socializzare e di far crescere i ragazzi. Mi auguro che la Fipav ed il Coni facciano sentire le nostre istanze. Non possono e non debbono chiudere la pratica con dei ristori. Il male è sociale, lo sport non è solo svago, ma salute e socialità.
Un fiume in piena il tecnico salernitano, che continua “il grido silenzioso di tante associazioni sportive deve essere ascoltato ed avere le giuste risposte, senza inutili raggiri, come avviene spesso. Le società di periferia debbono dare il loro contributo di idee per trovare la soluzione migliore, per superare questa difficile fase e non subire su di esse scelte che tutelino solo i livelli nazionali. L’augurio è che i nuovi organismi provinciali e regionali della FIPAV possano portare le istanze che provengono dai territori”.
Certamente Angelo Esposito, con la sua esperienza, ha centrato in pieno il disagio e le difficoltà che vivono tutte le piccole associazioni sportive, che rappresentano localmente molto spesso, l’unica vera opportunità per tanti giovani per praticare sport e per fare una sana aggregazione. Speriamo si possa trovare il giusto equilibrio tra lo sport e la situazione sanitaria. Anche perché, la gestione della pandemia sembra essere fatta ad intermittenza, con divieti o concessioni a secondo dell’angolazione da cui si guarda. Intermittenza che diventa più evidente quando ci sono da tutelare determinati interessi.
Francesco Cuomo; AtletaMagazine.it
